Thor – Recensione: Only The Strong

Nel 1977, quando i Manowar ancora non sapevano che avrebbero posato con degli eleganti mutandoni in pelo sugli artwork dei loro album, uno spavaldo body builder canadese già azzardava un abbigliamento simil barbarico e mai nome fu più azzeccato se non uno: Thor. Spavaldo su una biga trainata dai cani, l’amico di Schwarznegger (ebbene sì), debuttava con “Keeps The Dog Away” mettendo in mostra un immaginario vichingo e barbarico che mai era stato così tanto enfatizzato nella musica. Ci penseranno appunto De Maio e soci a far diventare tutto ciò un affare serio, perchè il buon Thor dopo l’esordio (un hard rock senza grandi spunti) inizerà a enfatizzare con grande ironia la sua immagine di dio vichingo, finendo per diventare una simil parodia di se stesso. Ormai diventato un personaggio bizzarro, nel 1985, sette anni dopo il debutto, Thor finalmente sforna l’album che lo farà entrare nel culto, ovvero “Only The Strong”.

Ormai fuori tempo massimo per dire qualcosa di nuovo nel panorama dell’heavy classico, Thor, accompagnato dai fedeli Steve Price (poi nei Phantom Lord di Starr), Keith Zazzi e Mike Favata (Cherry Bom abbandona subito dopo questo album), rimette insieme i pezzi lasciando l’hard rock da parte e mettendo in mostra la sua anima più metal e epic. Accantonato come album di secondo livello, “Only The Strong” è una piccola gemma di culto che tutti gli amanti dell’heavy più classico dovrebbero riscoprire. Non c’è effettivamente nulla di innovativo, di particolare, di originale ma i dieci pezzi (più intro) dell’album sono una goduria all’ascolto, soddisfando certo più la pancia che l’intelletto.

Metal diretto, semplice e probabilmente banale se non anche “infantile” ma efficace come oggi se ne sente davvero poco, con la mania sfrenata della perfezione e della tecnica. La titletrack mette in chiaro fin da subito dove si andrà a parare nella mezzora successiva, mentre “Knock ‘Em Down” paga tributo ai Judas Priest. Senza dubbio manca uno stile proprio della band, con un sound derivativo e debitore del trend del periodo, ma questo non toglie che “Let the Blood Run Red” sia un pezzo ottimo o che “Now Comes The Storm” sia una delle migliori sferragliate epic / heavy degli eighties. Il vero highlight però arriva con “Thunder on the Tundra”, pezzo leggendario dotato di un riff efficacissimo che farà diventare questo brano il cavallo di battaglia della band e che riuscirà anche a portare la band in classifica. Chiude “Ride The Chariots” che non nasconde una vena epic sempre presente negli album di Thor.

Un piccolo classico questo album, ormai rilegato a pezzo di culto, ma ristampato nel 2010 per il 25esimo anniversario della sua uscita. Dopo “Only The Strong” purtroppo Thor inciamperà nell’autocitazione e verrà divorato dal suo stesso personaggio diventando con gli anni sempre più un fenomeno da baraccone. Ci proverà anche con il cinema, con risultati discutibili, occupandosi anche delle colonne sonore (i successivi “Recruits – Wild In The Streets” e “The Edge of Hell” sono appunto le colonne sonore di “Recruits” e  “Rock’n’Roll Nightmare”). Thor non tornerà mai più a questi livelli, sfornando negli ultimi anni una sequenza di album tra il mediocre e l’inascoltabile, da recuperare il solo “Thunderstruck – Tales From The Equinox”,  forse l’unico degno seguito di “Only The Strong” con le ottime “Unchained”, “Invader” e la riproposizione di “Warhammer” da “Recruits”.

Thor resta comunque un personaggio da culto totale, date un occhiata al suo website per capire di cosa stiamo parlando!

Etichetta: Viper

Anno: 1985

Tracklist:
1. 2045 00:52
2. Only the Strong 03:06
3. Start Raising Hell 03:50
4. Knock 'em Down 04:12
5. Let the Blood Run Red 04:28
6. When Gods Collide 04:38
7. Rock the City 04:10
8. Now Comes the Storm 02:57
9. Thunder on the Tundra 03:28
10. Hot Flames 03:10
11. Ride of the Chariots 03:39

Sito Web: http://www.thorcentral.com/

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login