The Chariot – Recensione: One Wing

La definizione di band Mathcore calza davvero stretta al quartetto americano e questo quinto album dal titolo “One Wing” ne è la prova. Il succitato genere indica per definizione qualcosa di calcolato, di matematico, uno stile quadrato che non rispecchia il songwriting dei  The Chariot, che da par suo si accosta maggiormente ad un hardcore abrasivo con venature Metalcore.

Lungo i dieci brani di questa release la band costruisce dinamiche caotiche con velate melodie, un sound catartico e sofferto composto da elementi dislocati che apparentemente stridono tra loro, ma che ad una più attenta analisi finiscono per comporre un puzzle, una visione d’insieme che rende il tutto più omogeneo e scorrevole nonostante i picchi granitici raggiunti negli episodi più tirati.

Apre le danze “Forget”, un vero e proprio assalto frontale in cui accordi dissonanti fanno da pulpito dal quale le vocals dell’ex Norma Jean Josh Scogin vengono scagliate come dardi impazziti verso l’audience; la successiva “Not” rappresenta la normale prosecuzione dell’opening track e fa da ponte per la terza traccia dal titolo “Your”, dove piano e voce femminile nella loro soave melodia cozzano inevitabilmente con la seguente “First”, uno dei brani più riusciti dell’intero platter, che con il suo intermezzo country-western fatto di chitarre, trombe e cori spiazza e conquista; “Speak” ripropone piano e voce, ma questa volta non c’è una voce femminile, ma l’ugola graffiante di Josh che trasuda sofferenza ad ogni singola parola intonata.  Da citare anche la conclusiva “Cheek”, cinque minuti da brivido lungo i quali un grigio e sognante tappeto di chitarre fa da sottofondo al discorso di Charlie Chaplin recitato in “The Great Dictator”, una gemma che chiude un’opera meravigliosa.

Piccola curiosità: i titoli delle tracce, letti in sequenza, costituiscono due frasi distinte, vale a dire “Forget Not Your First Love”, il cui significato è evidente,  e “Speak In Tongues And Cheek”, che in senso figurato intende il parlare di “cose allegre, scherzose, poco serie”.

“One Wing” non è un prodotto di facile assimilazione, ogni traccia è un concentrato di energia pura iniettata a singhiozzo nelle vene pulsanti dell’ascoltatore, ma che certamente rappresenta fino a questo momento la tappa meglio riuscita della band.

Voto recensore
8
Etichetta: Season of Mist

Anno: 2012

Tracklist:

01. Forget
02. Not
03. Your
04. First
05. Love.
06. Speak
07. in
08. Tongues
09. and
10. Cheek


Sito Web: http://www.thechariot.com/

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