Foo Fighters – Recensione: One By One

Nell’affollato panorama musicale incontriamo band di ogni tipo e genere, band che partono con il botto e scompaiono al secondo album e altre che invece costruiscono la loro carriera su basi solide e, via via che passa il tempo, migliorano sempre di più entrando nella storia. Dalla fine degli anni ’90 in poi non sono state molte le band a lasciare il segno, ma tra queste vanno incluse i Foo Fighters. “One By One” è il loro quarto album, nato e sviluppatosi fra il 2001 e il 2002, e che mise le prime basi con il fortunatissimo singolo “All My Life”. Composto subito dopo l’overdose di Taylor Hawkins (batterista, ndr), in un periodo frustrante e stancante dopo due anni di tour, “One By One” è frutto di un processo lungo, doloroso, confuso e non lineare. I dissidi fra i vari componenti, l’egocentrismo, non sempre apprezzato, di Grohl minarono a lungo la riuscita di questo album che, a conti fatti, è uno dei più aggressivi composti da loro.

“All My Life”, con quel ritmo secco e deciso, spianò la strada verso un ulteriore successo che si vide concretizzarsi in numerose ospitate in tv, nella conquista di radio anche non propriamente alternative e, soprattutto, con la vittoria di un ambitissimo Grammy. “Time Like These”, secondo singolo estratto ma quarto in tracklist, si distanzia totalmente da “All My Life” con un ritmo più posato, accomodante e decisamente rilassante. La sua storia è contorta e rispecchia l’insoddisfazione di Grohl, ormai scocciato dai continui dentro e fuori dagli studi di registrazione per “One By One”, che vede nei momenti di crisi un’occasione per riflettere e comporre. Di questa canzone esistono numerose versioni, persino una acustica, ma è forse l’originale quella che ancora oggi fa emozionare i Foo Fighters e fan al seguito.

Da questo stesso album vengono estrapolati sulla lunga distanza altri due singoli: “Low”, il cui video venne censurato da molte tv per il contenuto esplicito e che vanta la partecipazione di Jack Black, e “Heave It All”, passata un po’ in sordina rispetto alle precedenti citate. “One By One” rimane nella storia non solo per i singoli che sono oramai vere e proprio hit, ma anche per i restanti contenuti come “Disechanted Lullaby” che, con il suo arpeggio quasi ipnotico, rimane un pezzo da novanta che ancora oggi risulta essere innovativo e giovane, “Tired Of You”, che strizza gli occhi a ciò che i Nirvana fecero, “Lonely As You”, che nell’intro mette in luce l’animo acustico della band, animo che portò, successivamente, all’incisione di “Skin and Bones”, capolavoro musicale che non può mancare nelle nostre librerie. Se “All My Life” aveva dato il via con una carica violenta ed immediata, “Come Back” allude al concetto di fine, concetto perfettamente espresso dai toni cupi e bassi che contrastano con un ritornello, spesso utilizzato inappropriatamente da colleghi un po’ meno famosi, e da un arpeggio acustico che non è altri che pura poesia per le orecchie.

I Foo Fighters sono una vera e propria macchina da guerra, una fonte di energia inesauribile che da anni ci accompagna con una musica fatta non solo di strumenti, ma di passione, amore e, soprattutto anima. La loro storia, contorta e non sempre felice e serena, è composta da innumerevoli scenari e tasselli tra cui questo fortunatissimo, e tuttora attuale, “One By One”.

Etichetta: RCA

Anno: 2002

Tracklist:

01. All My Life

02. Low

03. Have It All

04. Time Like These

05. Disenchanted Lullaby

06. Tired Of You

07. Halo

08. Lonely As You

09. Overdrive

10. Burn Away

11. Come Back


Sito Web: www.foofighters.com

francesca.carbone

view all posts

Scribacchina dal 2008 e da sempre schietta opinionista del mondo musicale. Dagli Iron Maiden ad Immanuel Casto il passo è breve, almeno per me.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login