Once Human – Recensione: Evolution

A meno di due anni dalla pubblicazione del precedente album, “The Life I Remember“, fanno il loro ritorno sulla scena musicale gli Once Human, band capitanata dal chitarrista Logan Mader (già al lavoro con Machine Head e Soulfly), e completata dalla cantante Lauren Hart, dal bassista Damian Rainauld e dal batterista Ralph Alexander. Il disco della band si intitola “Evolution” e giunge come una bomba adrenalinica  a infiammare questo inizio 2017 con nove canzoni dal forte impatto.

Sembra che i nostri vogliano dichiarare le proprie intenzioni sin dal titolo dell’album, evoluzione. In tutta onestà, sebbene gli Once Human non si siano limitati a realizzare una copia carbone del precedente lavoro, parlare di una vera e propria “evoluzione” del loro Deathcore sarebbe sbagliato o quantomeno fuorviante. Ciò che risalta in maniera chiara è la volontà di realizzare brani più diretti, senza troppi fronzoli o intro strumentali che ne possano smussare la violenza e la facile fruizione. “Flock Of Flesh“, in questo senso, spazza via ogni dubbio: un up-tempo devastante e sincopato, che mette in risalto i fraseggi chitarristici di Mader e il cantato growl della Hart, oltre a una sezione ritmica precisa e di spessore.

Il primo singolo estratto dal disco, “Eye Of Chaos“, e la successiva “Mass Murder Frenzy” sfoggiano il lato più groove degli Once Human, bravi a muoversi anche su ritmi più cadenzati, mantenendo invariato un’aggressività e una cattiveria notevole. “Evolution” sembra avanzare di due in due, e “Gravity” e “Dark Matter” pulsano dello stesso cuore nero e marcio che trasforma la sezione centrale del disco in una spirale avvolgente e soffocante.

La parte conclusiva del disco presenta quattro brani che ripropongono quanto fin qui ascoltato: “Paragon” si trascina stancamente per i suoi 5 minuti di durata in un mid-tempo senza mordente; “Drain” aggiusta il tira puntando su ritmiche sincopate e un sezione ritmica terremotante; “Killers For The Cure” gira a vuoto, purtroppo, su una melodia indovinata che ricorda i Nevermore, mentre “Passanger” chiude degnamente il disco con una canzone pompata oltre ogni modo che, a sprazzi, lascia intravedere anche un cantato pulito e aperture verso sonorità più emozionali.

Questo è il vero punto debole del disco, che uccide ogni velleità di evoluzione. Se nella seconda metà del precedente lavoro, infatti, gli Once Human provavano a rendere più eterogeneo il loro songbook aprendo a sperimentazioni e influenze variegate, in queste 9 composizioni vanno a mortificare il loro estro e le loro doti a vantaggio di composizioni più quadrate, lineari, che rendono troppo omogeneo il disco e, alla lunga, noioso.

Non si tratta di una bocciatura, le capacità e la malizia di musicisti come Logan Mader riescono a regalare, comunque, brani piacevole che gli amanti delle sonorità Deathcore apprezzeranno non poco. Quella che è venuta meno è la volontà di osare, di sperimentare, di evolversi. Speriamo che “Evolution” rappresenti solo un album di assestamento prima di puntare verso lidi più originali e meno convenzionali. Le possibilità di ci sono tutte.

 Once-Human-Evolution-Album-2017

Voto recensore
6,5
Etichetta: earMUSIC/eOne

Anno: 2017

Tracklist: 01. Flock of Flesh 02. Eye of Chaos 03. Mass Murder Frenzy 04. Gravity 05. Dark Matter 06. Paragon 07. Drain 08. Killers for Cure 09. Passenger
Sito Web: https://www.facebook.com/oncehuman/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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