Omen – Recensione: Hammer Damage

“Hammer Damage”, settimo album degli Omen, leggendaria band power statunitense, stava diventando un mito per gli amanti del genere in quanto ritardi e disgrazie varie hanno fatto si che il CD continuasse a ritardare la sua uscita. Finalmente possiamo affermare che la nuova opera esce per la Pure Steel Records e rispolvera il mitico cobra (reso più moderno e accattivante) per l’artwork (sottolineiamo come la cover sia cambiata visto che il primo progetto prevedeva un guerriero con le armi incrociate di fronte a sé) di copertina quasi a indicare un nuovo corso che rilanci i nostri verso brillanti obiettivi.

Notizia positiva è il rientro nella line-up, accanto al leader assoluto Kenny Powell (chitarrista e compositore principale), del batterista storico Steve Wittig (che ha suonato nelle mitiche release degli anni ’80, da “Battle Cry” a “Escape To Nowhere”) nonché del bravo singer Kevin Goocher (che aveva già convinto su “Eternal Black Dawn” ed anche dal vivo) e del biondo e robusto bassista Andy Hass.

Il nuovo album arriva dopo il precedente “Eternal Black Dawn” (2003) che aveva convinto ed al primo ascolto trasmette un alone di delusione quasi palpabile, complice una registrazione non molto avvincente che rovina un po’ i suoni di batteria (troppo alti in certi frangenti e non abbastanza potenti in altri) rendendo inoltre meno esplosivo il wall of sound di chitarra/basso che è sempre stato marchio di fabbrica dei nostri.

In ogni caso, dopo ripetuti ascolti e mettendo il secondo piano la registrazione non eccelsa, è possibile trovare anche motivi di soddisfazione nel nuovo CD. L’opener title-track è un esplosivo power ruvido e arrembante che nonostante il sound non perfetto colpisce nel segno. Altre buone notizie arrivano dalle classiche cavalcate Chaco Canyon (Sun Dagger)” (la ritmica epica ci ricorda i fasti del passato) e “Cry Havoc” (inizio al fumicotone con il basso di Hass protagonista) che pongono sugli scudi un ottimo Goocher che convince con una linea vocale abrasiva ma con il giusto livello di melodia che risulta ideale per il riffing creato da Powell. Il chitarrista dimostra di avere ancora parecchio da dire non solo nelle song citate ma ad esempio anche nella parte strumentale delle discrete “Hellas” e “Caligula”.

La semi-ballad epica “Eulogy For A Warrior” pone sugli scudi il basso di Andy ed una buona prestazione di Kevin alla voce ma il pezzo risulta fin troppo prevedibile e non ai livelli di quanto proposto dai nostri nel passato.

Chiusura dell’album noiosa con “Era Of Crisis” e “A.F.U.”, due pezzi mediocri che fanno inevitabilmente scendere il valore complessivo dell’opera. Il primo brano ricerca eccessivamente di essere catchy e risulta grossolano e ripetitivo; il secondo è uno strumentale al di sotto di quanto i nostri ci han fatto ascoltare nel passato… complice come sempre la registrazione per nulla invidiabile.

“Hammer Damage” risulta quindi un album a due facce; in certe tracce ci riconsegna un gruppo di buon livello ed in salute (dal punto di vista compositivo), in altre non riesce a riaccendere la magia ma la media è comunque positiva (escludendo la registrazione).

Omen Hammer Damage

Voto recensore
6,5
Etichetta: Pure Steel Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Hammer Damage 02. Chaco Canyon (Sun Dagger) 03. Cry Havoc 04. Eulogy For A Warrior 05. Knights 06. Hellas 07. Caligula 08. Era Of Crisis 09. A.F.U.
Sito Web: https://www.facebook.com/omenofficial

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Riccardo Manazza

    Da vecchio fan della band mi dispace dirlo, ma questo disco è imbarazzante.

    Reply
  2. bruce

    Questo disco è davvero osceno.
    Eternal Black Down convincente?
    Goocher bravo?

    MA DOVE?

    Reply

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