Asia – Recensione: Omega

A meno di due anni di distanza da “Phoenix“, gli Asia in line-up originale dimostrano di voler fare sul serio e sfornano un altro album di inediti: chi li ha visto dal vivo sa quanto Wetton, Downes, Howe e Palmer abbiano ancora da dare, in termini di musica e passione. E proprio a partire da questa considerazione fa piacere ascoltare l’opener “Finger On The Trigger” (già sul secondo Icon, ma qui riarrangiata quasi a voler marcare lo spacco), che apre a ritmo sostenuto “Omega” mettendo al riparo da critiche di eccessiva somiglianza tra quanto proposto a nome Asia e quanto targato Wetton/Downes. Va detto che la vicinanza rimane, e sarebbe difficile il contrario visto lo stretto legame di parentela, ma in più di qualche episodio si torna a respirare l’aria dei primi tre storici album, che troppo sporadicamente aleggiava su quanto sentito in “Phoenix“.

La conferma della predilezione per direzioni musicali più rilassate e rilassanti non significa che, anche nei numerosi pezzi atmosferici – quelli in cui, tanto per capirci, la fanno da padrone le tastiere di Downes e i magici vocalizzi che hanno reso unica la band – la personalità e l’identità del collettivo non siano chiare, grazie anche al passo indietro fatto da Wetton in favore di una (ri)esplosione del gruppo. E così, ad esempio, la splendida malinconia del chorus si sposa miracolosamente ad un’andatura che solo gli Asia potrebbero rendere naturale in “Holy War“, e pure nella più tranquilla “Through My Veins” la sensazione è quella di un piacevole quanto insperato recupero di sonorità e sentimenti che credevamo abbandonati alla storia. Da segnalare pure il pop gustoso di “I’m Still The Same” e “I Believe“, oltre alla struggente melodrammaticità di “There Was A Time“. La sacralità che è (o è stata?) il trademark del progetto Wetton/Downes torna a fare capolino in “Ever Yours“, cui fa immediatamente da contrappunto la contagiosa allegria di “Listen Children“, poi in qualche maniera replicata in “Light The Way“: in entrambi i casi, ecco che torna ad aver senso parlare di pomp rock, proposto con la leggerezza della maturità e la classe ha contraddistinto la band fin dalla nascita. E così si finisce per perdonare pure un paio di episodi verso la fine (la bonus track “Emily” e la fiacca “Don’t Wanna Lose You Now”), che vanno a completare un album quasi perfetto.

Giovanni Barbo

Voto: 8.5

Inutile dire che ci troviamo di fronte a un prodotto di grande qualità, che si candida alla grande fra le migliori release dell’anno in corso. Del resto stiamo parlando degli Asia, che sia in studio che dal vivo (indimenticabile la loro esibizione nel marzo 2009 in quel Rolling Stone milanese dove si respirava già l’odore dell’imminente demolizione) stanno dimostrando di vivere una seconda giovinezza, più ammorbidita nelle forme, forse, ma comunque gustosa.

Andando ad analizzare il comportamento di ogni musicista, si nota che Steve Howe, nonostante sembri sempre più un profugo da una casa di riposo, sulla chitarra continua a non sbagliare un colpo, e i brani basati su questo strumento, pur non essendo la maggioranza, grondano grinta da ogni nota (come dimostra la brillante ‘Light Of The Way’). La coppia ormai consolidata Wetton / Downes fa invece la parte del leone, ma la rilevanza data alle tastiere si inserisce perfettamente in un contesto ricco di idee. Si va quindi dalla bruciante allegria di ‘Listen Children’, potenziale inno di una rinnovata ideologia peace & love, ai ritmi vagamente Beatlesiani di ‘I’m Still The Same’, senza dimenticare ‘Finger On The Trigger’, che con la sua frizzante vivacità è un ottimo brano di apertura. Carl Palmer è apparentemente relegato al ruolo di gregario, ma la sua immutata precisione è sempre pronta a mettersi in risalto quando necessario. Anche i brani lenti, in particolare ‘There Was A Time’, lasciano impressi un sottile velo di malinconia, stemperato però dalla raffinatezza degli arrangiamenti. Nulla da eccepire, quindi, in un disco che non ha particolari punti deboli, e che apre definitivamente la strada a un rinnovato percorso artistico degli Asia.

Anna Minguzzi

Voto: 8.

Voto recensore
8
Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2010

Tracklist:

01. Finger on the Trigger

02. Through My Veins

03. Holy War

04. Ever Yours

05. Listen Children

06. End of the World

07. Light The Way

08. Emily (bonus track)

09. I’m Still The Same

10. There Was a Time

11. I Believe

12. Don’t Wanna Lose You Now


Sito Web: http://www.originalasia.com/index.php

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