Summoning – Recensione: Old Mornings Dawn

Sette anni separano “Old Mornings Dawn” dal precedente “Oath Bound”. Protector e Silenius giustificano questa lunga attesa affermando candidamente che in questo lasso di tempo è mancata loro l’ispirazione giusta. Di conseguenza il nuovo e settimo album dei Summoning è frutto di una lunga e meditata fase compositiva che ha conosciuto periodi alterni di esaltazione e di difficoltà fino a raggiungere l’obiettivo di fissare un’altra decina di tracce (compresi i due bonus delle edizioni limitate) che riconfermano l’unicità ed il valore del gruppo austriaco.

Come di consueto i testi e la musica del gruppo intendono presentarsi come una vera e propria colonna sonora/narrante della creazione letteraria di Tolkien e non è possibile comprendere a fondo i brani di questa release senza aver letto il “Silmarillion” e gli altri libri che il figlio dell’illustre scrittore diede alla stampe dopo la scomparsa del loro creatore.

Il sound dei nostri si basa su una sorta di epic ambient black sinfonico che ha conosciuto diversi momenti di evoluzione, partendo dal grezzo “Lugburz” per passare alle prime sperimentazioni di “Minas Morgul” e per arrivare al sound più distintivo presente in “Let The Mortal Heroes Sing Your Fame”, dove tutti gli strumenti (chitarra e voce comprese) vengono amalgamati alle parti orchestrali fino a fondersi in un unico sound malinconico, melodico e quasi mistico.

Il nuovo “Old Mornings Dawn” si pone a metà strada fra le ultme release “Oath Bound” e “Stronghold”, recuperando l’afflato epico e maestoso di questi lavori ma anche la malinconia e la tristezza di “Let The Mortal Heroes Sing Your Fame”.

Il CD inizia come di consueto con una lunga intro intitolata “Evenight” le cui melodiche orchestrazioni ci introducono ai primi due pezzi maestosi e colmi di epic mood; il primo di questi è “Flammifer”, il cui testo parla delle imprese di Eärendil “Morning Star” che con la sua nave solcò gran parte del mondo creato dalla fantasia di Tolkien.

A seguire ci imbattiamo nella title-track che propone la novità di cori maestosi che si immergono alla perfezione alla melodia del brano e propongono un tono ulteriormente altisonante.

“The White Tower” propone al contrario un approccio molto malinconico e triste in cui spiccano le strazianti linee vocali. A seguire il CD si snoda attraverso differenti motivi ed evoluzioni come ad esempio il tono leggermente celtic di “Caradhras”, dedicata a Cornorosso, una delle più imponenti vette delle Montagne Nebbiose (in questo caso anche un lettore del solo “Signore degli anelli” sa di cosa stiamo parlando).

I toni cupi e tristi tornano con “The Wandering Fire” mentre “Earthshine” conclude l’album con riff di chitarra più invadenti del solito che esaltano ulteriormente le parti di flauto, i corni colmi di enfasi, il piano, la linea vocale melodica e sofferente nonché il maestoso coro che chiude il brano.

Concludiamo consigliando senza indugi l’acquisto di “Old Mornings Dawn”, settimo sigillo di due artisti che sanno dosare le proprie uscite per garantire sempre qualità e coinvolgimento.

Ricordiamo che la release è presente anche in doppio LP ed edizione limitata con due tracce bonus.

Voto recensore
8,5
Etichetta: Napalm Records

Anno: 2013

Tracklist:

01. Evernight
02. Flammifer
03. Old Mornings Dawn
04. The White Tower
05. Caradhras
06. Of Pale White Morns And Darkened Eves
07. The Wandering Fire
08. Earthshine
09. The Darkening Of Valinor [special edition bonus]
10. With Fire And Sword [special edition bonus]

 


Sito Web: http://www.summoning.info/

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