Hail Spirit Noir – Recensione: Oi Magoi

Il debut “Pneuma” ci aveva già colpiti positivamente circa le potenzialità e l’assoluta libertà compositiva dei greci Hail Spirit Noir e il nuovo studio album “Oi Magoi” ribadisce, anzi rafforza, la nostra posizione. L’ensemble ellenico resta ancora al di fuori di ogni possibile etichetta, sebbene sia lecito parlare di un pot-pourri straordinariamente scorrevole e ragionato tra rock progressivo e psichedelico e tracce di black metal.

Tracce, sì, perché questa volta il progetto di Haris e Theoharis, già in forza nella compagine di avanguardia dei Transcending Bizarre? affonda le sue radici negli anni’70, attraverso un suono lisergico e vintage che, credeteci, lascia supporre come a modo suo la band abbia voluto tributare mostri sacri come i Doors. Il combo ellenico ha dalla sua un’ampia rosa di elementi caratteristici, da un panorama lirico ermetico e lovecraftiano all’amalgama sonora con strumenti musicali se vogliamo “estranei” come lo xylofono o le nacchere, insieme ai più comuni sintetizzatori e hammond, ma soprattutto alla peculiarità di registrare con apparecchiature analogiche al fine di preservare la natura retrò del sound.

Una grande tecnica esecutiva posta al servizio della musica apre l’album con “Blood Guru”, uno degli episodi con più riferimenti alle origini estreme dell’ensemble, ma già ricco di soluzioni trasversali e cangianti. “Demon For A Day” poggia su linee melodiche accattivanti e ironiche, ulteriore dimostrazione di come i nostri, pur esecutori raffinati, non appesantiscano inutilmente i brani. “Satan Is Time” esplora fredde derive bluesy dove la voce di Theoharis si rende morbida e pulita, mentre “Satyriko Orgio” appare come il brano più squisitamente aggressivo, una cacofonica ma affascinante anarchia di suoni distorti e nervosi. La suite “Mermaid” è a tutti gli effetti una jam che si muove tra dissonanza e armonia rivelandosi incredibilmente continua e piacevole, mentre la diabolica “Hunters” risveglia toni epici e roboanti. La titletrack, posta a concludere l’opera, propone sensazioni ritualistiche e tribali per poi confluire nei territori acidi dello psychedelic prog.

Gli Hail Spirit Noir si confermano dunque una band fuori dagli schemi che sa rendersi originale senza la minima forzatura e con piacere constatiamo come ancora una volta lascino una testimonianza artistica di assoluto spessore.

Voto recensore
8,5
Etichetta: Code666 / Audioglobe

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Blood Guru
02.  Demon For A Day
03.  Satan Is Time
04.  Satyriko Orgio (Satyrs' Orgy)
05.  The Mermaid
06.  Hunters
07.  Oi Magoi


Sito Web: https://www.facebook.com/pages/Hail-Spirit-Noir/260062670728238

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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