Cryptic Wintermoon – Recensione: Of Shadows…And The Dark Things You Fear

Immaginate un improbabile quanto originale incontro tra i Children Of Bodom e i Manowar ed ecco a voi quanto proposto dai Cryptic Wintermoon nel nuovo album ‘Of Shadows…And The Dark Things You Fear’.

Il sestetto nordeuropeo si cimenta infatti in un death/power melodico arricchito da tastiere ariose ora interessato da accelerazioni ed orpelli sinfonici simili a quanto fatto dai bambini finlandesi (in particolare nelle prime due release), ora concentrato su dei brani epici e cadenzati, in cui i riff spessi e di immediata assimilazione portano subito alla mente i quattro guerrieri di New York.

Un amore, quello provato verso i Manowar, che purtroppo dirige i nostri giovani amici verso una clamorosa “toppata” a titolo ‘Where The Oceans Meet Eternity’, un brano che di per sé sarebbe anche ottimo, peccato che ci potrete canticchiare sopra e in tutta tranquillità, ‘Battle Hymn’. I riff portanti sono pressoché identici.

Uno scivolone che non può passare inosservato e che ci porta a ridimensionare un giudizio che altrimenti sarebbe stato più entusiasta. Già, perché in fondo i Cryptic Wintermoon ci sanno fare, e lo dimostrano soprattutto negli episodi più squisitamente epici: ‘Portal Of Nightfall’, ‘Bonegrinder 1916’ (interessata anche da alcune piacevoli soluzioni elettroniche) e ancora ‘Heavy Armed Assault’, arricchita da alcuni ricami dal sapore folk.

Una band senza dubbio interessante e dalle buone potenzialità, speriamo solo che in futuro si limitino a prendere spunto e non palesemente “in prestito” quanto composto dalle loro fonti di ispirazione.

Voto recensore
6
Etichetta: Massacre / Self

Anno: 2005

Tracklist:

01.The Dark Things You Fear
02.Thrashomatic Overdrive
03.Portals Of Nightfall
04.Bonegrinder 1916
05.Synthetic God
06.Where The Oceans Meet Eternity
07.Grave Without A Name
08.Once…In The Windblasted North
09.W.A.R. (Without Any Regret)
10.Heavy Armed Assault
11.Open Fire
12.Grim Frost


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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