Pride And Fall – Recensione: Of Lust And Desire

Sono passati sei anni dal buon album “In My Time Of Dying” e questa lunga pausa (dovuta all’esigenza dei membri di dedicarsi alle proprie famiglie) sembra aver fatto davvero bene ai Pride And Fall. L’ensemble norvegese torna oggi con “Of Lust And Desire”, un album di elettronica intelligente e ragionata, ideale trait d’union tra i Covenant, con cui i nostri hanno peraltro più volte diviso il palco e la sperimentazione dei Deine Lakaien. Ne esce un album romantico che tuttavia non scade mai nel kitsch, crepuscolare, intimo, eppure capace di farsi apprezzare anche per la sua fruibilità. La lunga e sognante introduzione sinfonica lascia spazio all’ottima “Hollow”, un episodio a cui non manca un appeal da club, eppure ricondotto a toni notturni e autunnali, grazie a dei beats mai inutilmente aggressivi e alla voce espressiva di Sivge Monsen, ritornato in splendida forma. “Passionate Pain” così come “The Knife”, mostrano continuità con i Covenant, citati con eleganza ma non copiati. I brani sono incalzanti, invitano al movimento senza strafare e preferiscono toni severi. C’e spazio anche per la sperimentazione, come notiamo in “The Void ‘Let Me Go First’”, una traccia dagli accenni vagamente psichedelici, costruita sulle note lunghe dei synth e diluizioni noise dal sapore lo-fi e ancora in “Epilogue”, una lenta riflessione che ci porta al termine dell’ascolto. Un album senza cali di tensione dove il gruppo norvegese sembra aver trovato, dopo la lunga pausa, un songwriting fresco che bilancia al meglio la scorrevolezza dell’ascolto alla necessità di optare per un’elettronica sopra le righe.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Dependent / Audioglobe

Anno: 2013

Tracklist:

01.  Sculptor Of Lust And Desire
02.  Hollow
03.  Passionate Pain
04.  Turn The Lights On
05.  The Void 'Let Me Go First'
06.  The Comforter
07.  The Knife
08.  Reborn
09.  A River Runs Through It
10.  Fear Your Love
11.  Epilogue


Sito Web: http://www.prideandfall.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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