Voice Of A Generation – Recensione: Oddville Preservers

Questo album segue i precedenti successi di questa band piuttosto conosciuta nel panorama street-punk-rock svedese. Non e’ comunque da considerarsi il loro quarto album, almeno non ufficialmente. Infatti dopo "Classic Stupidity", il loro debut, "Obbligations To The Odd" e "Hollywodd Rebels", rispettivamente il secondo e terzo album, molto acclamati in patria come nel resto dell’Europa, almeno dai fans della musica street-punk, questo album e’ una raccolta di vecchi pezzi mai editi e un paio di cover, "People Like You" degli Antiseens e "Kate" di Johnny Cash. La produzione di questo album non e’ proprio da punk band, infatti i suoni sono piuttosto curati e puliti, cosa che lascia un po’ perplessi, ma nel contesto l’aggressivita’ e l’energia che scaturiscono dai pezzi, sette, compensano piuttosto bene, aggiungeteci poi un po’ di ironia e di voglia di divertimento e il gioco e’ fatto: l’album e’ d’obbligo per una eventuale festa da ballo piuttosto agitata…E’ fresco e divertente, e certamente non ci si aspetta nulla di particolarmente impegnato, sia a livello di musiche che di testi. Tecnicamente la band non e’ male, sempre considerando il fatto che si tratta di punk e quindi non sono certo indispensabili giri di accordi spaccatendini o assoli vertiginosi accompagnati da batteria con cambi di tempo assurdi. Il sound e’ semplice, diretto, immediato, in-your-face, come dev’essere ogni buon disco punk, e decisamente loro hanno le armi per poterlo fare…solo un piccolo appunto; magari non e’ che ce ne fosse proprio un bisogno impellente di un album raccolta con due cover (di cui una, "Kate" di Johnny Cash, tra l’altro praticamente sconosciuta al resto del mondo punk/metal/hard rock…) e cinque canzoni mai rilasciate precedentemente. OK, magari dopo tre album e il successo seguito a queste uscite, volevano fare qualcosa di meno impegnato per mettere in giro le vecchie canzoni che magari, per motivi di marketing o di "spazio" non erano state inserite nei precedenti lavori, ma perche’ non metterle in un nuovo album con pezzi inediti? In fondo, data la rapidita’ con cui sono usciti i precedenti dischi (tre in due anni e mezzo), le idee non mancano di certo…alla fine, in sintesi, disco apprezzabile, canzoni brevi e dirette, stile e sound piuttosto originali e molto particolare la cove di Johnny Cash, in cui si riconosce lo stile country ma punkeggiante, molto divertente…che dire di piu’? Se siete degli amanti sfegatati del punk questo disco potrebbe davvero fare al caso vostro!

Voto recensore
6
Etichetta: PLY / Self

Anno: 2001

Tracklist: People Like You
Baseballbat
Stop!
Stateviolence – Statecontrol
Twentyfourseven
Get Some More
Kate

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