Tomahawk – Recensione: Oddfellows

Tomahawk! A sei anni di distanza dalle sperimentazioni nativo-americane di “Anonymous”, il supergruppo guidato dal beneamato Mr. Patton torna sugli scaffali con un nuovo disco, “Oddfellows”, che suona come un chiaro ritorno alle atmosfere degli esordi (l’omonimo del 2001 e “Mit Gas”, 2003).

Anticipato in novembre dal bel singolo “Stone Letter”, l’album vede l’ingresso in line-up dell’amico di sempre Trevor Dunn (Mr Bungle e Fantômas) al basso, in sostituzione del defezionario Kevin Rutmanis, a fianco del mastermind Duane Denison (chitarrista dei Jesus Lizard) e del drummer John Stanier (Helmet, The Mark of Cain e Battles).

“Oddfellows” è un album dalle proporzioni epiche, dissimulate però tramite sembianze pacifiche (cfr. artwork) e quasi easy-listening. Proprio come lupi travestiti da agnelli, i quattro musicisti a stelle e strisce giocano con gli ascoltatori, proponendo gustosissimi antipasti melodici e immediati (il già citato singolo “Stone Letter”, la conclusiva “Typhoon”), affianco a pezzi ben più strutturati, fumosi e a loro modo inquietanti (“The Quiet Few”, la bungleiana “Baby Let’s Play____”).

Non siamo dunque di fronte a un’opera facile e scontata da metabolizzare (e in fin dei conti con Patton, Denison e Dunn, difficilmente potrebbe essere altrimenti), ma proprio per questo risulta un’esperienza d’ascolto ancor più entusiasmante e longeva. Complice anche un sound perfettamente prodotto (catturato in soli sei giorni da Collin Dupuis presso gli Easy Eye Sound Studios di Nashville, Tennessee), addentrarsi fra gli strani figuri che popolano l’immaginario dei Tomahawk targati 2013 rivela molte piacevoli sorprese, come ad esempio una certa assonanza con l’epitaffio dei mai dimenticati Faith No More (“Album of the Year”, 1997), nei divertissement vocali di “I.O.U.”, “Rise Up Dirty Waters” e “Choke Neck”.

Ce n’è praticamente per tutti i gusti, in quest’opera che recupera appieno il significato e la temperie originaria del crossover, introducendo il 2013 musicale nel migliore dei modi.
Bentornati Tomahawk!

Voto recensore
8
Etichetta: Ipecac Recordings

Anno: 2013

Tracklist:

1. Oddfellows - 3:29

2. Stone Letter - 2:52

3. I.O.U. - 2:28

4. White Hats / Black Hats - 3:21

5. A Thousand Eyes - 2:40

6. Rise Up Dirty Waters - 3:06

7. The Quiet Few - 3:48

8. I Can Almost See Them - 2:36

9. South Paw - 4:00

10. Choke Neck - 3:51

11. Waratorium - 3:27

12. Baby Let's Play____ - 2:43

13. Typhoon - 2:11


Sito Web: http://www.facebook.com/Tomahawkband?fref=ts

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Luca

    Buon album!
    Ma Stainer non suonava negli Helmet?

    Reply

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