Oceans Of Slumber – Recensione: The Banished Heart

Dopo il più che convincente “Winter” aspettavano alla conferma gli Oceans Of Slumber, anche perché ci troviamo in concomitanza della pubblicazione del terzo album, codificato crocevia per la carriera di ogni band.

Le sofferte vocals di Cammie Gilbert sono il solito tratto distintivo per guidare un death/doom dalle tinte progressive decisamente personale; le ritmiche di chitarra della coppia Contreras/Gary e la doppia cassa utilizzata come metronomo guida delle composizioni dei texani (dal cadenzato alla velocità sostenuta) rendono “The Banished Heart” un lavoro originale pur totalmente immerso nella tradizione di quel rock che sa di occulto e “magico”.

Partire con i nove minuti di “The Decay Of Disregard” denota un notevole coraggio ma anche l’assoluto distanziarsi da logiche di mercato scritte; fa specie trovare dei blast beat (stratagemma ritmico utilizzato un po’ su tutto l’album) in un’atmosfera del genere ma è innegabile la bontà del pezzo. Sappiamo dalle note biografiche di accompagnamento che la band ha attraversato un periodo molto turbolento dal punto di vista personale, dopo il tour di spalla agli Enslaved, che ha visto il concretizzarsi di una relazione tra la stessa Gilbert e il batterista Dobber Beverly (responsabile delle musiche degli Oceans Of Slumber) ma ciò è visto come il risultato di sofferenze precedenti e va quindi ad originare un lavoro decisamente più pesante e dark rispetto alle uscite passate (“At Dawn”); il growling quasi sempre opera di Sean Gary si alterna alla voce soul della Gilbert ottenendo un effetto spesso disturbante.

L’album è pervaso da una maestosità oscura che non si sentiva da tempo (soprattutto in una band underground e trasversale) e che potrebbe essere ben accolta anche dai fruitori della musica più estrema; certo i nostri sono capaci di una profonda dolcezza nel comunicare i propri sentimenti (la title track è in questo senso struggente). È da rimarcare la cura dei dettagli, in sede di arrangiamento e produzione (forse solo un pizzico troppo “pompata” nel mastering di Alan Douches… piccoli dettagli che non si perdono comunque nel magma sonoro profuso; “Etiolation” rappresenta il lato più strettamente metal del combo mentre ci imbattiamo non di rado in toccanti interludi pianistici ad opera di Beverly, vero deus ex machina dietro le composizioni della band mentre mi sarei aspettato qualcosa di più intenso dal duetto con Tom Englund degli Evergrey su “No Color, No Light”.

Non solo a causa del logo simile ma anche nella proposta degli americani troviamo più di un punto di contatto con gli Opeth pre-svolta settantiana, anche se chiaramente le linee vocali della Gilbert danno una chiave di lettura diversa anche alle porzioni strumentali generando un’entità musicale davvero unica che meriterebbe un audience ricettiva e aperta mentalmente, in grado di entrare nei meandri di questi “oscuri” texani.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Century Medi

Anno: 2018

Tracklist: 01. The Decay Of Disregard 02. Fleeting Vigilance 03. At Dawn 04. The Banished Heart 05. The Watcher 06. Etiolation 07. A Path To Broken Stars 08. Howl Of The Rougarou 09. Her In The Distance 10. No Color, No Light 11. Wayfaring Stranger
Sito Web: https://oceansofslumber.com

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