Oceans Of Slumber – Recensione: Oceans Of Slumber

Il coraggio è tutto quello che porta avanti gli Oceans Of Slumber, sestetto texano che porta l’ascoltatore in una e propria esperienza sonora che non può essere definita con un solo genere e poche parole. Prendiamo i primi Opeth, quelli più estremi e meno progressive rock, mettiamoci un pizzico di My Dying Bride, e soprattutto una voce femminile, quella di Cammie Gilbert, che sa di blues e jazz, intensa e pastosa, che sembra avere sbagliato band, ma in realtà la rende unica e speciale.

Dopo tre album interessanti, soprattutto “The Banished Heart” del 2018, la band crolla su sé stessa, ed i due superstiti, la Gilbert ed il batterista Dobber Beverly sono costretti a ripartire da zero. Infatti questo platter è autointitolato, ed è come se fosse un nuovo inizio. Musicalmente rimane una ulteriore evoluzione delle sperimentazioni ardite del suo predecessore, dato che il songwriting rimane saldamente in mano a Beverly, coadiuvato da Cammie. Grande voce, ultimamente scelta come anche da Arjen Anthony Lucassen per il suo nuovo concept album Transitus, in cui ha un ruolo da grande protagonista.

Per mostrare versatilità, in questi mesi di isolamento, la band registra anche la cover dello standard jazz “Strange Fruit” (portato al successo da voci immense come Nina Simone e Billie Holiday), dove la Gilbert dimostra tutto il suo talento e la canzone viene portata del tutto dentro lo stile degli Oceans Of Slumber, senza però snaturare l’essenza del pezzo stesso. E nel nuovo disco, dodici capitoli per più di settanta minuti di musica, c’è tantissima carne al fuoco, qualcuno potrebbe dire troppa. Da sonorità acustiche a piccoli inserimenti di soul, pop e jazz, con alcune delle composizioni stesse, che evolvono continuamente, sorprendendo e spiazzando. Il tutto rimanendo comunque nei pressi di un doom metal crepuscolare ed evoluto, non esente da sfuriate quasi death, e rabbiosi cambi di tempo ritmici, voci growl maschili che si alternano a lamenti gravi e cupi. Il tutto attraversato dalla luce spirituale della voce “black” (non metal) della Gilbert. E solo una band di grande spessore può concludere il tutto con una cover di “Wolf Moon” dei Type O Negative, strumentalmente molto fedele all’originale, ma condotta con piglio esemplare sempre dall’intensa performance di Cammie Gilbert.

Non ha veramente senso il voler esaminare questo lavoro, traccia per traccia, o sezionandolo in modo razionale. Non è musica per tutti, e questo è certo, ma “Oceans Of Slumber” rimane un disco di qualità straordinaria e pieno di prodigiose sorprese, che si svelano ascolto dopo ascolto. Una sinfonia nera (con qualche striatura di speranza) che si candida a perfetta colonna sonora di questo travagliato 2020.

Etichetta: Century Media Records

Anno: 2020

Tracklist: 1. The Soundtrack To My Last Day 2. Pray For Fire 3. A Return To The Earth Below 4. Imperfect Divinity 5. The Adorned Fathomless Creation 6. To The Sea (A Tolling Of The Bells) 7. The Colors of Grace 8. I Mourn These Yellow Leaves 9. September (Momentaria) 10. Total Failure Apparatus 11. The Red Flower 12. Wolf Moon
Sito Web: https://oceansofslumber.com/

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