Dianoya – Recensione: Obscurity Divine

La sempre più interessante scena metal/rock polacca ci propone una nuova band appartenente al filone prog, con più di un’escursione in territorio alternative; questo che ormai è un vero e proprio sottogenere è in gran parte derivato dal più che discreto successo ottenuto dai Riverside, band validissima ma già, di fatto, derivativa.

Per rimanere in terra polacca, a differenza dei pur giovani Disperse o dei massicci Division By Zero i Dianoya danno l’impressione di dover limare ancora alcune lacune di comunicabilità anche a causa delle soffuse e quasi dissonanti parti vocali di Filip Zieliński ed un approccio strumentale che sembra avere il freno a mano tirato (“Dreamlack”); è assolutamente preponderante l’influenza Porcupine Tree anche se la miscela degli inglesi è resa solo nelle intenzioni dai nostri che non riescono ad ottenere gli stessi risultati in quanto a potenza commerciale e passaggi strumentali memor(izz)abili.

Accanto ad una proposta che potremmo tutto sommato definire prog metal si affiancano sprazzi post rock, ambient, doom ed elettronici il tutto in un contesto assolutamente dark e malinconico; non male alcuni passaggi di chitarra acustica che hanno un flavour orientaleggiante.

Sinceramente, dopo alcuni brevi cenni colti in rete ci aspettavamo una band decisamente migliore e più promettente mentre per ora questo debut non risveglia in noi particolari emozioni. A la prochaine.

Voto recensore
5
Etichetta: Self Produced

Anno: 2010

Tracklist:

01. Brainwave

02. Heartfelt Souvenir

03. Dreamlack

04. Severance

05. Unsound Counterpart

06. Turbid Mind And Season Madness

07. Darkroom

08. Sepia


Sito Web: http://www.myspace.com/dianoya

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