Bomber – Recensione: O Brave Adventurer

I Bomber provengono da Trondheim e dintorni e vanno ad allungare la lista di gruppi norvegesi alle prese con una rielaborazione di suoni provenienti dal rock degli anni ’70 rimescolati secondo una sensibilità più moderna, da collocare con tutta probabilità e metà degli anni ’90, quando grunge già non era più una parolaccia e gruppi come Kyuss e Soundgarden riscuotevano successo di pubblico alle proprie condizioni. ‘O Brave Adventurer’ contiene tanto la fantasia psichedelica dei Motorpsycho quanto una malcelata influenza metal allo stesso modo di venature folk e momenti di particolare rarefazione: flessibilità stilistica, gusto per la pesantezza alternata alla calma riflessiva e un retrogusto costante di psichedelia lo rendono un album non difficile ma certo necessario di attenzione. L’unico problema risiede probabilmente nella scarsa elasticità della voce e nella mancanza di potenza che si rileva in un brano come ‘Cry For The Dying Men’. Tornando sui lati positivi, notevole e avvincente la ‘Antichrist Suite’ conclusiva, nervosa e puntellata da espansioni mentali allucinanti, profumata di progressive ma tremendamente concreta ed efficace piuttosto che macchinosa e accademica. Un futuro potenzialmente radioso da perseguire tramite miglioramenti necessari ma sicuramente alla portata dei Bomber.

Voto recensore
6
Etichetta: 35G Records

Anno: 2003

Tracklist:

Tracklist: O Brave Adventurer / Devil’s Rise / 3 Little Men / Cry For The Dying Men / Intro / The Hawk / Surprise Antichrist / The Godforsaken


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