Novembre – Recensione: URSA

Otto anni di silenzio sono tanti e il futuro dei Novembre sembrava piuttosto incerto. Invece, ecco che Carmelo Orlando (voce e chitarra) riprende in mano il progetto, nonostante l’uscita dal gruppo del fratello Giuseppe e un necessario periodo di assestamento.

Sono numerose le novità che segnano “URSA” (acronimo di “Union Des Republiques Socialistes Animales”, titolo inizialmente scelto per la traduzione francese de: “La Fattoria Degli Animali” di George Orwell), a partire da uno snellimento delle strutture dei pezzi, resi più accessibili e ariosi per quanto la tecnica esecutiva e la ricercatezza tipica dei Novembre non vengano affatto meno. Semplicemente siamo di fronte a un album dove la musica arriva al cuore e l’impatto emotivo conta molto di più degli orpelli stilistici.

La line-up è stata ricomposta con il ritorno di Fabio Fraschini (Degenerhate) al basso e l’arrivo di David Folchitto (Stormlord) alla batteria, contando poi sulla consueta collaborazione con Massimiliano Pagliuso alla chitarra (nella band dal 1997). Tra i “vecchi amici” dobbiamo però citare anche Dan Swanö, già produttore dei primi due dischi dei capitolini e capace, in fase di masterizzazione, di dare a “URSA” un suono ancora più avvolgente.

“URSA” è un’opera bella, un album dal senso estetico altissimo che non si perde in panegirici. Sarebbe fuorviante parlare in senso stretto di progressive, death, doom o gothic, perché nel disco troveremo tutto questo in una combinazione caratteristica che si riflette in uno spettro malinconico e crepuscolare. E’ tutto chiaro fin dall’opener “Australis”, dove l’ago della bilancia si pareggia magistralmente tra seducenti parentesi melodiche con arpeggi, tastiere mai invasive e la magnifica voce pulita un po’ cureiana di Carmelo e irrobustimenti metallici che tuttavia non escludono l’alone notturno e lacrimevole del brano.

L’ascolto è un crescendo di emozioni, un alternarsi tra luce e buio dove la musica va di pari passo con i testi, che questa volta, nelle parole di Carmelo, toccano elementi come la sociologia, la politica e la filosofia, in una chiave di lettura poetica. Nessun brano è posto come riempitivo, ogni episodio possiede un peso specifico nell’insieme di “URSA”. Dovendo citarne alcuni, un perfetto esempio è la splendida “Umana”, intima riflessione sul pensiero del filosofo Jiddu Krishnamurti e naturalmente la titletrack, che schietta e metallica, mostra quanto i Novembre riescano ad essere convincenti quando decidono di premere sull’acceleratore, con un pezzo che esalta il growl di Carmelo e la solidità della sezione ritmica.

“Oceans Of Afternoons” torna a suggerirci sensazioni più raffinate e calme (ottimo il contributo del sassofonista Paolo Sapia), mentre “Annoluce”, che vede la partecipazione di Anders Nyström dei Katatonia alla chitarra, è forse il brano più “accattivante” e diretto, che subito entra sottopelle. Con “Agathae”, la canzone dal minutaggio più lungo e dalla natura cangiante (con tanto di brevi seduzioni folk), ci dirigiamo verso un finale dove l’eleganza e il rigore dei Novembre si confermano in tutta la loro maestosità, senza il minimo cedimento né punte di noia.

Figlio di un periodo forse buio e lungo, “URSA” non è certo il canto di un cigno, ma un nuovo inizio per la storica formazione romana, che oggi viene a riprendersi un posto sulla vetta del panorama doom gothic italiano e internazionale.

Ursa Novembre

Voto recensore
8,5
Etichetta: Peaceville Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Australis 02. The Rose 03. Umana 04. Easter 05. URSA 06. Oceans Of Afternoons 07. Annoluce 08. Agathae 09. Bremen 10. Fin
Sito Web: http://www.novembre.co.uk/

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Andrea

    BOMBA!

    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login