Novembre – Recensione: Classica

Correva l’anno 1999 quando i capitolini Novembre diedero alle stampe “Classica”, terzo album in studio dell’eccellente band tricolore. Si è soliti dire come la terza prova rappresenti in qualche modo la maturazione definitiva e un termine di paragone per il futuro, un’affermazione che anche in questo caso risponde in buona parte al vero.

“Classica” è per molti aspetti l’episodio più intimo, cupo, al tempo stesso potente del gruppo italiano, in grado di disegnarne i caratteri distintivi nella loro pienezza. Purtroppo si sprecarono ancora i paragoni (giustificabili ma imprecisi) con illustri colleghi come Opeth, Paradise Lost e Katatonia, ma ricordiamo che i Novembre non furono loro figli in quanto contemporanei e contribuirono a creare i dettami di quel magnifico mosaico che comprendeva death metal, gothic, progressive e doom.

“Classica” è tutto questo e anche di più. L’album spiazzò chi si aspettava una musicalità più “dark” o riflessiva all’indomani di “Arte Novecento” e si inquadra come una delle prove più muscolari della band, un intarso di death metal dal taglio progressivo e tecnicamente superiore che tuttavia non indugia in orpelli, ma punta sull’emozionalità, accoglie squarci melodici e sfumature noir.

Parla subito bene “Cold Blue Steel”, forse fino a quel momento uno dei brani più squisitamente death dei nostri, pregiato dalle vocals rabbiose di Carmelo Orlando, dalle cascate di riff di Massimiliano Pagliuso e dai dialoghi della sezione ritmica, con Giuseppe Orlando alla batteria e Alessandro Niola al basso. La successiva “Tales From A Winter To Come” procede invece più ragionata, con sprazzi di melodia sapientemente diluiti.

“Nostalgia Platz” e “My Starving Bambina” rappresentano invece il climax emotivo del disco. La prima raccoglie la summa delle influenze darkwave rielaborate dall’introspezione novembrina, la seconda è uno struggente acquerello autunnale in cui si rincorrono sentimenti e cambi di intenzione, dalla rabbia che guida il pezzo a un finale inaspettatamente rilassato, seppur malinconico.

Varrebbe la pena soffermarsi su ogni traccia. “Classica” è un’opera priva di cedimenti, ma dovendo scegliere, occorre menzionare “L’Epoque Noire”, doom/death dai tratti sperimentali che va in qualche modo a riallacciarsi al percorso mediano di Anathema e My Dying Bride, ancora la magnifica “Onirica East”, un altro chiaroscuro emozionale che mette sul tempo numerosi cambi di umore, lasciati confluire in un finale drammatico.

Testimonianza di grande bellezza, “Classica” seppe esprimere tutto il valore della creatura dei fratelli Orlando. Definirlo “attuale” sarebbe superfluo.

Voto recensore
S.V.
Etichetta: Century Media Records

Anno: 1999

Tracklist: 01. Cold Blue Steel 02. Tales From A Winter To Come 03. Nostalgiaplatz 04. My Starving Bambina 05. Love Story 06. L’epoque Noire(March The 7th 12973 A.D.) 07. Onirica East 08. Foto Blu Infinito (Instrumental) 09. Winter 1941 10. Outro/Spirit Of The Forest(Tales ....Reprise)
Sito Web: www.novembre.co.uk

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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