Novelists – Recensione: Souvenirs

Hanno due anime i francesi Novelists che emergono in maniera evidente in questo “Souvenirs”, debut album pubblicato tramite l’etichetta Arising Empire. La loro proposta, infatti, è un giusto mix di Progressive Metal e Metalcore in cui l’una abbraccia l’altra in un equilibrio formale e compositivo difficile da abbinare ad una band all’esordio. Eppure i nostri riescono a mettere al servizio di un’aggressività e una furia iconoclasta una grande perizia ed eleganza in fase esecutiva.

Basterebbe l’ascolto dell’intro “Inanimate” per cogliere la cifra stilistica di questa band. Una dolce melodia disegnata da un pianoforte che viene presto sovrastata da una ritmica sincopata e un cantato growl che fanno da ponte a la successiva “Earth Grazer”, che ne riprende il riff, e si mantiene in bilico tra atmosfere introspettive e momenti di furia. Discorso analogo per “Gravity”, brano che parte con sonorità più affine al prog per poi correggere il tiro e tornare, anche nei suoni, in campo Metalcore. Il lavoro di Florestan Durand e Charly Kelevra alle chitarre è eccezionale, con continui cambi di tempo e passaggi da un genere a un altro. In quest’ora circa i Novelists mantengono invariato quest’approccio e ci regalano delle ottime canzoni tra le quali spiccano “Ouroboros”, dal riff ipnotico; “Voyager” e la sua intro “Black Lights”, in cui fa capolinea anche un beat elettronico; “Muchos Touché” e “The Lichtenberg Figure”, i brani decisamente meglio riusciti dell’intero album, il primo col suo incidere oscuro e malato alla Meshuggah, il secondo più emozionale e sentito, soprattutto nella prova dietro al microfono di Matt Gelsomino.

Non ci sono solo luci in questo album, purtroppo. Durante l’ascolto, infatti, si nota una certa monotonia in fase compositiva, come se una volta trovata la ricetta giusta si ripeta di volta in volta. Questo ovviamente penalizza alcuni brani che risultano deboli e possono generare nell’ascoltatore qualche timido sbadiglio. Ma questi sono i Novelists oggi, una band in grado di ritagliarsi un proprio spazio nel panorama musicale grazie alle loro grandi capacità e sensibilità in fase di esecuzione. Vista l’enorme qualità messa in campo, siamo sicuri che i Novelists sapranno aggiustare il tiro, trovare un proprio percorso di maturazione e migliorare questi piccoli difetti che penalizzano in parte “Souvenirs” per arrivare, poi, ad offrirci prove migliori.

Voto recensore
7
Etichetta: Arising Empire

Anno: 2015

Tracklist:

“Inanimate”
“Earth Grazer”
“Gravity”
“Antares”
“Ouroboros”
“Black Lights”
“Voyager”
“Muchos Touché”
“Echoes” feat. Pierre Danel
“5:12 AM” feat. Plini Roessler-Holgate & Lotti Holz
“The Lichtenberg Figure”
“Souvenirs”


Sito Web: https://www.facebook.com/NovelistsMusic/?fref=ts

Pasquale Gennarelli

view all posts

"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login