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Novelists – Recensione: Noir

Giungono alla prova del secondo disco i francesi Novelists, paladini di un modo originale e interessante di intendere (e suonare) Metalcore. Complice una notevole perizia tecnica, i Nostri riesco a coniugare la rabbia esecutiva a un caleidoscopio di soluzione ereditate dal Progressive Metal. Due mondi così lontani – per attitudine e approccio – eppure mai così vicini come tra i solchi di questo bel full-lenght intitolato “Noir“.

Dopo il promettente debut album, “Souvenirs“, i Novelists hanno aggiustato il tiro aggiungendo, in primis, una maggiore varietà nei singoli brani che impedisce all’album di apparire come un unico blocco monolitico e noioso; in secundis, gli aspetti peculiari della band vengono estremizzati, facendo sì che la dicotomia tra le due anime crei la giusta tensione emotiva che permette a “Noir” di compiere un importante salto di qualità.

Brani come l’opener “L’appel du Vide” o “Les Nuits Noires” sono esemplificativi di questo percorso di crescita portato avanti dal gruppo: atmosfere tensive pronte a sfociare in ritornelli dall’appeal accattivante, unite a esecuzioni impeccabili. Il tutto sorretto da un rifframa attento a scegliere i giusti breakdown ed esaltare così le singole fasi dei brani. La produzione pulita riesce a mettere in risalto tutti gli strumenti non frustrando le splendide partiture dei Novelists e senza risultare troppo fredda o distante dalla loro energia.

Non ci meraviglieremo di ritrovare “Monochrome” nella programmazione radiofonica di qualche emittente più attenta alle nuove leve così come siamo sicuri che brani del calibro di “Grey Souls” o “A Bitter End” non mancheranno di esaltare un audience alla ricerca di qualcosa di potente, fresco e suonata in maniera magistrale.

L’alternanza di colori e umori trova la sublimazione man mano che procediamo nell’ascolto di “Noir“. A tal proposito segnaliamo ancora “Stranger Self“, con un convincente apertura a un cantato rap, e le chitarre sincopate di “The Light, The Fire“. Con l’ormai consueta classe ed eleganza l’album si avvicina alla sua parte conclusiva con brani che confermano, senza ripetersi, l’ottimo percorso fin qui intrapreso. La dinamica “Lead The Light“, la sognante “À Travers le Miroir” e la conclusiva “Heal The Wound” sono tracce che mettono il suggello su una prova decisamente positiva e perfettamente riuscita.

I Novelists hanno il tempo dalla loro parte e per il futuro sapranno trovare ulteriori spunti di interesse per mantenere sempre viva la fiamma della loro musica.       

Voto recensore
7.5
Etichetta: Empire/SharpTone Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. L’appel du Vide 02. Monochrome 03. Under Different Welkins 04. Les Nuits Noires 05. Grey Souls 06. A Bitter End 07. Stranger Self 08. The Light, The Fire 09. Joie de Vivre 10. Lead The Light 11. À Travers le Miroir 12. Heal The Wound
Sito Web: http://www.novelistsofficial.com/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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  1. Sep

    Album eccezionale, ascoltato online un paio di volte e poi ordinato. E’ davvero sbalorditivo.

    Reply

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