Nordjevel – Recensione: Nordjevel

Descritto come un tributo alla terra di Norvegia e alle sue tradizioni con intrecci tra storia, leggenda e occultismo, i Nordjevel presentano l’omonimo album di debutto, che sarà disponibile in questi giorni tramite Osmose Productions.

La band nasce all’inizio del 2015 ma non è certo composta da musicisti esordienti. Il nucleo originale comprende il vocalist Doedsadmiral (Svartelder) e il chitarrista Nord (Fatal Impact), ai quali si unisce successivamente il batterista Fredrik Widigs, in forza nei Marduk.

E’ facilmente intuibile come “Nordjevel” sia un album che risponde pienamente ai dettami di un black metal tradizionale e figlio di sonorità crude e primitive, tuttavia inserito in un contesto al passo con i tempi. Non c’è nessuna sorpresa è chiaro, ma il lavoro punta in modo sentito su di un impatto emozionale che non subisce cali durante l’ascolto.

La band si esprime principalmente attraverso brani veloci con ritmiche ricorsive ed essenziali, tuttavia rese con una perizia tecnica da manuale come testimoniamo “The Shadows Of Morbid Hunger”, la battagliera “Sing For Devastation” e ancora “The Funeral Smell”. Sono rare le concessioni alla melodia e quando presenti si traducono in brevi parti acustiche e tappeti di testiere mai invasivi e di accompagnamento. Ne abbiamo esempio in “Blood Horns” e in “Norges Sorte Himmel”, brano ricco di enfasi e fierezza che vede la partecipazione di Nagash (The Kovenant, Troll) su alcune linee vocali e di Archaon (1349), autore di un tagliente assolo di chitarra.

Continuatori di lusso, i Nordjevel contribuiscono a mantenere solido e credibile il lato intransigente del black metal.Nordjevel-cover

Voto recensore
7
Etichetta: Osmose Productions

Anno: 2016

Tracklist: 01. The Shadows Of Morbid Hunger 02. Sing For Devastation 03. Djevelen I Nord 04. The Funeral Smell 05. Denne Tidløse Krigsdom 06. Blood Horns 07. Det Ror Og Ror 08. Når Noen Andre Dør... 09. Norges Sorte Himmel
Sito Web: https://www.facebook.com/nordjevelofficial

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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