Nordic Union – Recensione: Animalistic

Frutto del sodalizio tra il cantante danese Ronnie Atkins (Pretty Maids) ed il chitarrista/produttore svedese Erik Martensson (Eclipse, W.E.T.), i Nordic Union – completati da Fredrik Folkare alla chitarra e Henrik Eriksson alla batteria – pubblicano con “Animalistic” il terzo lavoro in studio, dopo l’ottimo riscontro ottenuto da “Nordic Union” nel 2016 e dal suo successore, quel “Second Coming” pubblicato a distanza di due anni dal debutto. Sulla prolificità dei due principali artefici del progetto è già stato detto e scritto molto, soprattutto alla luce dei problemi di salute che Atkins ha pubblicamente rivelato l’anno scorso: tuttavia, e senza scadere in un pietismo che non ci appartiene, la tentazione di accennare allo straordinario ed inarrestabile potere della musica è troppo forte per resistervi. Che “Animalistic” non abbia alcuna intenzione di riposarsi sugli allori lo si intuisce fin dalla traccia di apertura, una “On This Day I Fight” veloce, potente ed atmosferica che, già leggendo il suo titolo, rappresenta un efficace manifesto programmatico per tutto quello che seguirà in questi tre quarti d’ora.

Se anche la collocazione ideale del duo Atkins/Martensson rimane quella dell’hard rock cantabile e melodico, si notano tutte – e con piacere – le inflessioni che hanno convinto Frontiers a catalogare questo disco come heavy-metal: dal drumming pesante di Eriksson al timbro piuttosto scuro delle chitarre, il flirting di “Animalistic” con la sponda più possente e metallara è continuo ed efficace, facendo di questo disco un prodotto elegante che dimostra in più momenti una coesione che profuma ora di classico (“In Every Waking Hour”), ora di quell’hard scandinavo dotato di un’energia cinetica precisa ed infallibile (“Scream”), ora addirittura di NWOBHM rivisitato in chiave moderna (“Wildfire”). Il tocco e l’esperienza si sentono soprattutto nel modo in cui gli intrecci più veloci e corposi si legano alle parti melodiche ed atmosferiche (“If I Could Fly”), come forse abbiamo sentito fare in certe strane annate dagli Helloween (non a caso autori di una traccia omonima nel duemila) e, in tempi più recenti, dai nostri bravissimi Trick Or Treat. E sebbene non si tratti di una forma di rock nuova, la riuscita di questa combinazione rimane qualcosa di sensibile, complicato e certamente non alla portata di tutti. Sulla performance di Atkins c’è ben poco da dire: indipendentemente dalle difficoltà personali, la sua interpretazione rimane semplicemente impeccabile, con l’artista danese che si conferma una delle più autentiche ed espressive voci in campo hard rock. Dalla pronuncia di ogni parola e dall’energia infusa in ogni chorus (come nella sofferta ballad “Riot”) puoi davvero capire quanto questo mondo e questa musica gli appartengano e quanto questa magia sia così difficile da spezzare, quando così autentica e genuina. Ed è un grande merito di “Animalistic” quello di poter restituire, come all’interno della sua tiratissima title-track, una parte di questa scintilla, una porzione di questa energia, una goccia di questo fluido musicale in nome del quale decliniamo tanti aspetti delle nostre vite.

Il prezzo di una qualità così generosamente spalmata e diffusa è che all’interno del disco diventa difficile individuare gli episodi di maggiore spicco: a differenza ad esempio di Pretty Maids ed Eclipse, più inclini alla ricerca di un ritornello ad effetto, i “Nordic Union” traggono vantaggio dalla loro natura sfuggente e parallela per ricercare un’uniformità più insondabile e misteriosa, un approccio più colto, una combinazione capace di offrire un piacere che forse richiede più di un ascolto per essere assimilato nella sua interezza. Sebbene non si tratti di un prodotto complesso, “Animalistic” presenta infatti arrangiamenti elaborati (“This Means War” è persino epica) e soluzioni stilisticamente raffinate (“Last Man Alive“), che ne fanno un prodotto più longevo della media, magari fruibile nell’edizione in vinile di colore verde. Dopo una serie di ascolti ripetuti, durante i quali è sempre possibile cogliere una nuova sfumatura ed aggiungere contorno alle figure tratteggiate, il giudizio sul ritorno della coppia Atkins/Martensson non può che dirsi positivo, perché in questi tre quarti d’ora ci sono ottima musica, elementi di differenziazione rispetto ad altri progetti degli stessi artisti e, soprattutto, la volontà di proporre qualcosa di riconoscibile per dare al nome “Nordic Union” un senso ed un valore in grado di perpetuarsi nel tempo. Nonostante non si tratti di un disco alla ricerca di soluzioni immediate e di facile presa, sia il viaggio che l’esperienza valgono il prezzo del biglietto e lo rendono un ascolto consigliabile.

Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2022

Tracklist: 01. On This Day I Fight 02. In Every Waking Hour 03. If I Could Fly 04. Riot 05. This Means War 06. Scream 07. Animalistic 08. Wildfire 09. Shot In The Dark 10. Last Man Alive 11. King For A Day
Sito Web: facebook.com/NordicUnionMusic

Marco Soprani

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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