Centurion – Recensione: Non Plus Ultra

Il terzo album dei Centurion vede un deciso ritorno alle sonorità più classiche dell’esordio, con un’ulteriore spinta verso una ricerca melodica che di certo nessuno si aspettava. I Centurion riscoprono la melodia classica delle due asce dei Judas Priest, per la gioia di tutti i defender. Detto questo va anche aggiunto che la band non abbandona un milligrammo della propria violenza e dell’approccio “trucido” e brutale che li ha sempre contraddistinti. In particolare il vocalist Quintabà, che si è sempre distinto per un’acida virulenza interpretativa lascia da parte l’interpretazione quasi death metal del bruttissimo ‘Hyper Martirium’ per ripercorrere sentieri più accessibili ma comunque personali (i suoi acuti lancinanti sono ormai un marchio di fabbrica; accenni di growl death sono ancora presenti in alcune occasioni… vedi ad esempio ‘Neanderthal’). Protagoniste assolute del CD sono comunque le due chitarre, che sprigionano una potenza inaudita!! In tal senso ascoltate la violenza devastatrice di ‘Megalometal’ e ‘Maximum Golgotha’. Segnalo comunque anche la sessione ritmica, che emerge soprattutto nei brani più pesanti e cadenzati, come quel macigno schiaccia-ossa intitolato ‘Panzer March’. Si rimane poi allibiti di fronte alla semi-ballad ‘Roma Caput Mundi’, il primo brano veramente melodico ed epico scritto dal gruppo. ‘Non Plus Ultra’, la title-track, è ancora un tuffo nel più incontaminato classic metal style, con coro melodico e possente, assoli veloci e taglienti come rasoi. La corazzata dei Centurion è tornata nel migliore dei modi.

Voto recensore
7
Etichetta: Scarlet /Audioglobe

Anno: 2002

Tracklist:

Tracklist: Maximum Golgotha / M.A.S. / Non Plus Ultra / Panzer March / The Crucifier / Megalometal / Roma Caput Mundi / Ius Primae Noctis / Soap Opera / Neanderthal


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