Node – Recensione: Cowards Empire

Più testardi e caparbi che mai tornano gli italiani Node, band milanese che può vantare una carriera ventennale e ben sei album pubblicati. La storia del gruppo capitano da Gary D’Eramo, purtroppo, è stata segnata da diverse battute d’arresto e non sempre il giusto merito è stato tributato ai precedenti lavori del combo meneghino. A distanza di sei anni da “In The End, Everythig Is A Gag” i nostri tornano con questo “Cowards Empire“, 11 nuovi brani di Death Metal dalle forti tinte Technical, da sempre marchio di fabbrica dei Node. Dopo lo split burrascoso dal precedente batterista Francesco Maria Rivabene e dal cantante Giuseppe “Rex” Caruso, la formazione riparte con un nuovo cantante, CN Sid, per tenere vivo un progetto che non può e non deve tramontare, come testimoniano queste dodici ottime tracce.

L’inizio è affidato a “Stagnation“, brano cadenzato, ricco di groove, dal tiro cattivo e malvagio, esaltato dal cantato corrosivo e dagli intrecci chitarristici in fase ritmica che solista.  Scelta coraggiosa quella di aprire con un mid-tempo cui segue, però, la più veloce e violenta “Death Redeems“, cavalcata Death Metal che ci restituisce una band in forma, capace e convinta delle proprie doti. Una delle hit del disco. “Lambs” mantiene alto il livello di  cattiveria con il sempre attento lavoro in fase di rifframa e una sezione ritmica martellante e devastante. La successiva “Average Voter” ha le stimate di un brano Black Metal tanto ossessivo è l’incidere della batteria e maligne le vocals di CN Sid, sebbene nel ritornello riff circolari e chorus riportino la band in territori più conosciuti. Dopo tanta corsa “Locked In” è un altro mid-tempo che cerca di smorzare i toni, sicuramente meno incisivo dell’opener ma comunque apprezzabile grazie al ricercato lavoro in fase di songwriting.

La seconda parte del disco si apre con un trittico da paura, da ascoltare tutto d’un fiato: “No Reason“, “Money Machine“, “The Truck” sono la quintessenza della band, in cui confluiscono tutte le peculiarità fin qui elencate. L’anima nera del Death Metal si tinge di tante altre sfumature estreme, mantenendo un approccio tecnico che necessità di più ascolti per scovare le tante piccole gemme disseminate lungo quest’ora di musica. Suoni apocalittici caratterizzano “Still The Same“, mentre “LiarDotCom” è l’ennesimo attacco frontale di un gruppo mai domo. Discorso a parte merita la splendida “The Plot Survives“, suite strumentale in cui i Node si lasciano andare e danno libero sfoggio a tutta la loro creatività realizzando un brano dinamico e variegato dalle atmosfere ora sognanti ora struggenti ora devastanti.

Chiude il disco come bonus track la riedizione di “Children“, brano originariamente pubblicato nel 1998 sul disco “Technical Crime“. Il ritorno di Gary D’Eramo e della sua creatura è di ottima fattura e deve essere applaudito per la grande qualità messa in campo. I Node sono tornati, lunga vita ai Node!

Node Cowards Empire

Voto recensore
7
Etichetta: Punishment 18 Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. StagNation 02. Death Redeems 03. Lambs 04. Average Voter 05. Locked In 06. No Reason 07. Money Machine 08. The Truck 09. Still the Same 10. Liar.com 11. The Plot Survives 12. The Children (2016 version)
Sito Web: http://www.node.it/portal/?cat=1

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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