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Nocturnal Rites – Recensione: Phoenix

Phoenix“, mai titolo fu più azzeccato per un disco. I Nocturnal Rites, infatti, dopo ben dieci lunghi anni di silenzio, rinascono dalle proprie ceneri come il mitico uccello di fuoco, regalandoci l’ennesimo espisodio esaltante della propria carriera. La band svedese si conferma tra i massimi esponenti del metal melodico internazionale, ormai lontana dai fasti power metal degli esordi. Il nono lavoro in studio dei nostri, infatti, si poggia sul chirurgico guitar work della coppia Mannberg – Nilsson (una new entry), lasciando il fuoriclasse Jonny Lindqvist libero di esprimersi dietro al microfono.

Si ha la netta sensazione, infatti, che siano prorpio le melodie intessute dal singer il vero punto di forza di “Phoenix“. L’opener “A Heart As Black As Coal” parte con un riff pesante come un macigno e fa da contraltare ad un refrain dal vago sapore hard rock, in cui il frontman dà sfoggio di tutte le proprio qualità. “Before We Waste Away” è un singolone cento per cento Nocturnal Rites, un mid tempo avvolgente in cui le tastiere puntellano il riff e si aprono nell’arioso refrain. Con “The Poisonous Seed” aumentano i giri ed iniziano a pestare forte con un pezzo power speed dall’animo rabbioso, mentre la delicata “Repent My Sins“, sembra uscita dalla bacchetta di Tobias Sammet e dei suoi Avantasia, con Lindqvist sempre sugli scudi. Il vero capolavoro di “Phoenix” è, però, “The Ghost Inside Me“, brano magniloquente ed evocativo, con un ritornello in cui la melodia vocale esplode a braccetto dell’orchestra, in un crescendo da brividi. Il resto dell’album non presenta cadute di tono, a conferma che i Nocturnal Rites sono tornati più in forma che mai.

Sono rimasto esaltato da “Phoenix” fin da subito, per le sue melodie travolgenti, per il riffing di classe e per uno stile ormai incofondibile, che nessuna band in dieci anni è riuscito ad imitare nemmeno lontanamente. I Nocturnal Rites lavorano con l’esperienza e non cercano di strafare, puntando su un marchio di fabbrica che i fans amano da ormai diversi album, quindi, perchè cambiare qualcosa che funziona a meraviglia?

Bentornati!

Voto recensore
8
Etichetta: AFM Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. A Heart As Black As Coal 02. Before We Waste Away 03. The Poisonous Seed 04. Repent My Sins 05. What’s Killing Me 06. A Song For You 07. The Ghost Inside Me 08. Nothing Can Break Me 09. Flames 10. Used To Be God (bonus track) 11. Welcome To The End

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