Haust – Recensione: No

Gli Haust fanno parte della cosidetta Black Hole Crew, la scena black-core norvegese che annovera nelle sue fila anche i validi Okkultokrati e Blackest Woods.

Le band in questione hanno in comune lo spirito anarchico, iconoclasta e minimalista (basta dare un’occhiata all’artwork a contrasto estremo del qui presente “No”), che si traduce in una proposta musicale acida, impattante e connotata soprattutto dall’estrema urgenza espressiva.

Il giovane gruppo di Notodden non fa mistero delle sue radici crust-HC, identificabili in primis nei semplici ma efficaci giri di chitarra, e riveste poi il tutto con una patina di grezza cattiveria espressiva che se non è intrinsecamente black, poco ci manca.

Particolari e tipiche in questo senso soprattutto le screaming vocals di Vebjørn Møllberg, che sceglie un registro high-pitch quanto mai aspro e corrosivo.

Come già nelle precedenti release (questo è il terzo album ufficiale sulla lunga distanza) gli Haust non perdono tempo in chiacchiere, preferendo di gran lunga spingere a fondo sul pedale dell’acceleratore, consegnandoci brani veloci e basilari come “Raw Material” (vero e proprio manifesto attitudinale), “Let It Die” e “Death Drive”, fra le cose migliori di questo giallissimo “No”, sicuramente un papabile disco dell’estate crust-core 2013. No more frills, let’s mosh!

Voto recensore
6,5
Etichetta: Fysisk Format

Anno: 2013

Tracklist:
01. Raw Material
02. Swells
03. Let It Die
04. No
05. Into The Night
06. Night
07. Mantra
08. Death Drive
09. Dead Of Night

Sito Web: http://www.facebook.com/pages/Haust/109919372546

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login