No One Else Around

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No One Else Around

Shelter Of Leech

Track Listing

01. Every
02. K.O.
03. Fix Me
04. No One Else Around
05. Recollect
06. Golden Age
07. State of Grace
08. Get the Hell Outside
09. Torm
10. To You
11. Molly & Cindy
12. Seven Candles

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“No one else around”, il nuovo album dei veronesi Shelter Of Leech è un concentrato di metal moderno e dai vari volti, che ci riporta, a livello sonoro, ai primi anni 2000, momento in cui il fenomeno nu-metal, post-metal, o comunque crossover, ha vissuto la sua massima diffusione e popolarità.

Lungi da essere una riproposizione nostalgica e senz’anima di tali sonorità, il gruppo dimostra di saper prendere il meglio dalla lezione di maestri non facili da seguire, come gli immensi Tool, oppure Disturbed, Korn, Godsmack, Flaw.

L’album, edito da Kreative Klan, e registrato nei loro studi veronesi, grazie al supporto tecnico del capace Mirko Nosari, è quindi un’efficace e potente lavoro che vive di alternanze fra momenti immediati e diretti, e brani più complessi, strutturati e mutevoli. Le due tipologie si integrano comunque bene, e anzi impediscono alla band di fossilizzarsi e di avere una proposta eccessivamente monodimensionale.

Il quartetto (formatosi nel 2002) ha già alle spalle un’esperienza piuttosto solida, in studio e sul palco, ed è in possesso delle necessarie qualità per gestire al meglio il difficile impasto sonoro che sì è proposto come obbiettivo.

Nel dettaglio l’opener “Every” funge da opportuna presentazione del sound del gruppo, tramite un incedere robusto e muscolare, dalle belle melodie vocali del bravo vocalist Davide. Anche la successiva “K.O.”, pesta duro sul pedale del metal, e non poteva essere altrimenti, con un titolo così. La terza canzone, “Fix me”, punta tutto sulla melodia, con un ritornello davvero convicente e armonie che si stampano subito in mente.
La title-track strumentale è invece una sorta di intro per “Recollect”, canzone di chiara ispirazione Tool (era 10.000 days), con una riproposizione di tutti i trademark del gruppo di Keenan. Questa struttura intro e main theme si ripete poi con le ultime due tracce, che però questa volta mi hanno ricordato gli svedesi Bokor, anch’essi capaci alchimisti nell’inserire rimandi tooliani nel loro sound.

Anche le rimanenti tracce seguono il percorso sonoro sin qui descritto, impressionando favorevolmente per le corpose linee di chitarra di Nicola, capace sia di essere potente e aggressivo, sia di creare momenti più aperti, meditativi e melodici.
Ottimo e tecnicamente di alto profilo il lavoro al basso Federico e di Simone alla batteria, cuore pulsante della band veronese.

La band ha quindi rilasciato un secondo full-lenght album convincente, potente e interessante anche a livello di tematiche trattate, che si confronta con un sound impegnativo, riuscendo a renderlo fruibile e piuttosto personale.

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