Stryper – Recensione: No More Hell To Pay

“No More Hell To Pay” è il terzo full length di inediti che viene realizzato dagli Stryper dopo la loro reunion avvenuta circa una decina di anni fa; dopo le sperimentazioni di “Reborn” (2005) e l’hard rock moderno di “Murder By Pride” (2009) i quattro paladini dell’heavy metal cristiano (anche se a nostro avviso la band ha sempre suonato dell’ottimo hard rock) ritorna con un CD che fin dalla copertina, che riprende colori e tematiche del loro maggior successo (i quattro Stryper-angeli che fanno a pezzi un diavolo vengono sostituiti da una meravigliosa illustrazione in cui un angelo vola verso il Paradiso liberandosi dalle catene), vuol far intendere di voler continuare il discorso musicale riprendendo la ricetta dell’hard’n’heavy melodico che ha reso famosa la band negli anni ’80.

Le dodici tracce del disco però non presentano solo brani di melodic metal tradizionale o compatto hard rock e non mancano alcuni pezzi figli del periodo di “Murder By Pride”, come ad esempio “Legacy” con i suoi riff e le linee vocali moderniste (ottima song in cui spiccano la linea di basso di Timothy Gaines e gli assoli di chitarra).

Il sound che permea l’album è però una via di mezzo fra i migliori Dokken (i riffing accattivante e le linee vocali melodiche rappresentano come sempre il meglio di questo stile) ed i Judas Priest (vedi gli assoli di “Revelation” per esempio, dove le chitarre di Oz Fox volano alte).

Nel disco quindi si alternano anthem di grande impatto come la title-track (in cui il drumming potente di Robert Sweet e il ritornello, grazie alla voce sempre perfetta di Michael, regnano supremi) o l’epica “Marching Into Battle”, pezzo fra i migiliori dell’intera discografia del gruppo… circa 5 minuti di metal ritmato, compatto e roccioso in cui la linea ritmica, il riffing graffiante e i cori del ritornello creano un’atmosfera affascinante.

Vi sono poi brani più veloci, mid-up tempo quasi power; parliamo di pezzi eccellenti come “Te Amo” o la scatenata “Saved By Love” in cui Michael Sweet si permette di lanciarsi in acuti che ci fan capire come l’età non abbia minimamente inciso sulle doti canore di questo singer di primissima qualità!

Non mancano poi delle sorprese come la cover di “Jesus Is Just Alright” (originariamente: The Art Reynolds Singers) e la ballad “The One”, che al contrario degli smielatissimi lenti del passato (come “First Love” o “Honestly”) si rivela un brano decisamente più epico, malinconico e cupo, seppur le linee vocali si mantengano su direttive ultra-melodiche.

Dal punto di vista dei testi gli Stryper riconfermano in modo deciso la loro fede attraverso liriche dal taglio spirituale-religioso (il pezzo “Water Into Wine” fa chiaramente riferimento al miracolo di Gesù alle nozze di Cana) ed altre più legate ai problemi di tutti i giorni e di come sia possibile superarli grazie alla fede cristiana (in “Renewed” ad esempio questo messaggio è palese). Ciò che preme sottolineare è che in genere i testi della band si riconfermano (nella maggior parte dei casi, non ovviamente per i pezzi di adorazione come “Te Amo”), in questa nuova release degli Stryper riformati, decisamente più profondi e complessi rispetto a quelli dei primi dischi.

Nel complesso quindi “No More Hell To Pay” risulta il miglior CD dalla reunion ad oggi (e non solo) e accontenterà chi desidera un ritorno a sonorità più toste che però si mantengono in linea con un’eccellente maturazione dei musicisti.

Voto recensore
8,5
Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2013

Tracklist:

01. Revelation

02. No More Hell To Pay

03. Saved By Love

04. Jesus Is Just Alright

05. The One

06. Legacy

07. Marching Into Battle

08. Te Amo

09. Sticks & Stones

10. Water Into Wine

11. Symphaty

12. Renewed


Sito Web: http://www.stryper.com/

leonardo.cammi

view all posts

Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

3 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Giulio B

    Gli Stryper non sono mai stati dei miei idoli prima e manco lo saranno dopo questo No More Hell To Pay.
    Devo però dire che qualche spunto interessante è presente in questa loro ultima fatica.
    Dal primo potente singolo alla particolare e bella ballad “The One”, dall opener a Jesus is Just Alright qualcosa di buono è uscito dall arco di Michael Sweet & Co.
    Voto 6

    Reply
  2. Capitan Andy

    per me un must assoluto….sono piu’ in forma ora di 30 anni fa!!! ..grande hard rock…ottimi testi e tanto tanto talento indiscutibile perfino ai giorni nostri!!!!

    Reply
  3. Capitan Andy

    …questo album e’ uno dei pochi capolavori del 2013!!! questa band ritorna in grande spolvero sfornando un platter al passo con i tempi ma allo stesso tempo intriso di quella scuola di los angeles anni ’80!!! Michael Sweet non ha mai cantato cosi’ bene e la band e’ presente al 100 %…brani compatti e convincenti…iche si puo’ volere di piu’ da un album heavy rock come questo??? per me voto 9,5!!!!

    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login