Hexvessel – Recensione: No Holier Temple

Per chi ancora non li conoscesse (grave mancanza) gli Hexvessel sono una band psychedelic folk rock/doom, fondata da Mat “Kvohst” McNerney (ex-Code, ex-Dødheimsgard). L’artista britannico, trasferitosi in Finlandia, ha unito le forze con musicisti locali (membri di Galacticka e Dark Buddha Rising), giungendo a un particolarissimo melting pot sonoro, votato al lato più mistico e occulto del folk(lore).

Il vero fulcro tematico della band è quindi la magia del cielo e della terra, come recita l’intro del nuovo album, “No Holier Temple”, il cui splendido cover artwork è un altro elemento fondante e fondamentale della poetica panteista e naturalista firmata Hexvessel.

Misteriose chitarre senza tempo aprono “Woods To Conjure”, uno dei brani più immediati e convincenti del lotto, arricchito da splendidi interventi di sax e dalla bella voce pulita di Kvohst. Tra intermezzi strumentali (“Wilderness Is”, “Elegy To Goyahkla”), composizioni dal carattere prettamente settantiano (“A Letter In Birch Bark”, “Your Head Is Reeling”) e lunghe divagazioni psych-folk (“His Portal Tomb”, “Unseen Sun”), il disco mostra una forte identità e personalità, che esce rafforzata dalla questa grande eterogeneità di fondo.

Spaziando dunque dal doom più plumbeo  a puri divertissement di stampo quasi teatrale (“Are You Coniferous”), Capitan Kvohst e i suoi compagni riescono nella non banale impresa di far suonare fresco e vitale un sound con profonde radici, artistiche e strutturali, in un passato che, visto in prospettiva, appare oggi avvolto da un alone ancor più mistico, quanto mai affascinante.

“No Holier Temple” è un lavoro che sa raggiungere e suscitare, con semplicità e naturalezza, atmosfere dal fascino non comune, cristallizzando attimi di stupore naturalistico e sensazioni quasi magiche (che nella vita di tutti i giorni spesso scorrono e scompaiono velocemente, facendoci a volte domandare se siano accaduti veramente), imprimendoli sulle altrettante lastre fotografiche che portano il nome di questi brani. Un ottimo ascolto, dall’appeal trasversale e decisamente convincente.

Voto recensore
8
Etichetta: Svart Records

Anno: 2012

Tracklist:
01. Heaven And Earth Magic 01:31
02. Woods To Conjure 04:05
03. Wilderness Is 01:31
04. A Letter In Birch Bark 04:32
05. His Portal Tomb 10:10
06. Elegy To Goyahkla 01:25
07. Are You Coniferous 02:37
08. Sacred Marriage 07:55
09. Dues To The Dolmen 04:28
10. Unseen Sun 13:22
11. Your Head Is Reeling 04:25

Sito Web: http://www.facebook.com/hexvessel

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