Dietro il nome di questi Nitrogods, troviamo personaggi piuttosto noti in ambito metal, come il chitarrista Henny Wolter, fondatore nel 1988 dei Thunderhead e presente nelle line up di Primal Fear e Sinner, poi il batterista Klaus Sperling (Freedom Call) e per un lungo periodo in forza nei Primal Fear, mentre alla voce e basso invece troviamo Oimel Larcher.
Il sound proposto da questa formazione teutonica, è un concentrato granitico di sfrontato e grezzo rock’n’roll, sparato a mille, diretto e in your face. Un mix di Motorhead, Ac/Dc e Rose Tattoo, in cui non si vuole inventare nulla di nuovo, ma solamente dare sfogo ad una passione musicale per il genere, forse un po’ sopita nelle band di appartenenza passate. Ad ogni modo, ciò che colpisce di più, è l’assoluta e inequivocabile somiglianza vocale del buon Oliver con il maestro Lemmy Kilmister e anche se talvolta siamo quasi al limite della clonazione, non si possono certo discutere le sue capacità. E proprio da un album come “Ace Of Spades”, che questo “Nitrogods” trae linfa, rielaborandolo in modo personale, aggiungendo qualche tocco melodico qua e la, ma è di sicuro la carica energetica e la potente attitudine, che spicca in brani come l’iniziale “Black Car Driving Man” e l’inno “Licence To Play Loud”, che già dal titolo riassume l’essenza di questa valida band.
Ad aggiungere valore a questo platter, di sicuro c’è la presenza di ospiti del calibro di Dan Mc Cafferty (Nazareth) e “Fast” Eddie Clarke (Motorhead,Fastway). Un album, questo “Nitrogods”, ben prodotto e confezionato, indicato a tutti quelli che hanno nel cuore un rock bello tosto, senza fronzoli e compromessi. E per riassumere al meglio questo concetto, citiamo volutamente il motto del gruppo: “three men, three corners, and down-to-earth no-bullshit rock’n’roll”!











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