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Nine Inch Nails – Recensione: Not The Actual Events

Un anno fa, un tweet di Trent Reznor ci aveva icuriositi su di una possibile nuova release dei Nine Inch Nails, uscita a più riprese smentita e ripromessa che, al contrario di ogni previsione, vede la luce sul finire di questo 2016 nelle vesti dell’Ep “Not The Actual Events”.

“E’ un disco non amichevole, quasi impenetrabile, che avevamo bisogno di fare. E’ un EP perchè è risultato che questa fosse la lunghezza giusta per raccontare questa storia.” E’ così che Trent presenta il nuovo capitolo della sua creatura, che va ufficilamente a dare un seguito a quell’ “Hesitation Marks” bello, ma che non aveva convinto fino in fondo.

Siamo abituati a parlare dei NIN come di un progetto identificabile nello stesso Reznor, il quale si è servito di musicisti che ne hanno tratteggiato i contorni. Pare strano, ma nemmeno più di tanto in fondo, sapere che i Nine Inch Nails sono diventati un two-piece, con Mr. Self-Destruct da una parte e Atticus Ross dall’altra. Dopo dieci anni di collaborazione nella stesura delle colonne sonore e negli How To Destroy Angels, Atticus prende posto nella band e l’alchimia tra i due è ancora una volta parecchio funzionale. Squadra che vince non si cambia, insomma.

Senza tirare in ballo paragoni forzati con “The Downward Spiral”, che non ci sono, “Not The Actual Events” guarda comunque un po’ indietro, è più nervoso e intricato di “Hesitation Marks”, elude la forma canzone e le logiche commerciali. Si parte con la brevissima “BranchesBones”, veloce, monocorde ed esplosiva, un’urgenza di esprimersi in fretta e andare subito al dunque che Reznor sembrava aver accantonato.

“Dear World”, rilassata, lenta e dai beats techno ipnotici è la sua negazione, il mastermind non grida ma sussurra le strofe con voce morbida e computerizzata. “She’s Gone Away” riprende qualcosa degli How To Destroy Angels, tra rumori serpeggianti, grida di rabbia e repentine inversioni di rotta valorizzate dalla voce di Mariqueen Maandig. Il punk elettronico di “The Idea Of You” segna le sorti di quella che è forse la canzone più album oriented, con Dave Grohl che pesta sulle pelli in un logico e piacevole alternarsi di frullo rumorista e melodia accattivante.

L’edita “Burning Bright (Field On Fire)” è invece il pezzo che più somiglia ai vecchi NIN, forse messo in piazza proprio per solleticare il palato ai fan della prima ora. La chitarra di Dave Navarro è distorta e nervosa, in questo pezzo di industrial metal intransigente e multiforme che ci riporta agli anni ’90.

Consentiteci il luogo comune, “Not The Actual Events” è quello che si definisce un “bell’accontentarsi”, nella sua brevità palesa come Trent abbia ancora parecchie carte da giocare. Non possiamo fare altro se non aspettare il 2017 e sperare in una prova sulla lunga distanza.

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Voto recensore
7
Etichetta: Autoprodotto/Digital Download

Anno: 2016

Tracklist: 01. BranchesBones 02. Dear World 03. She’s Gone Away 04. The Idea Of You 05. Burning Bright (Field On Fire)
Sito Web: http://www.nin.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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