Nine Inch Nails – Recensione: Bad Witch

“Bad Witch” doveva essere il terzo Ep e capitolo di chiusura del percorso tracciato dai Nine Inch Nails con “Not The Actual Events” e “Add Violence”, ma ecco che Trent Reznor mischia le carte in tavola e poco prima dell’uscita ufficiale, lo annuncia come il nuovo album in studio della band, perchè “degli Ep non gliene frega niente a nessuno, tendono a perdersi.”.

Va bene, qualunque sia la forma possiamo dirci davvero soddisfatti: “Bad Witch” è uno dei lavori più interessanti che i Nine Inch Nails abbiano prodotto negli ultimi tempi. Seguendo il trend tracciato dai precedenti mini-album, “Bad Witch” è un disco di puro e intransigente industrial. Nervoso ma non caotico, sperimentale ma non forzato, ricco di omaggi ma non derivativo. Tutto questo senza scomodare paragoni con il passato, non avrebbe senso.

Trent Reznor e Atticus Ross mettono un po’ di tutto sul piatto della bilancia, da David Bowie agli Einstürzende Neubauten, lasciando il giusto spazio all’esperienza lynchiana. Il tutto con la giusta cura dei particolari, con un senso estetico che non sentivamo da un po’ e che dà ai pezzi la semplice bellezza e la vitalità necessarie. Orecchiabile ed efficace, “Shit Mirror” si snoda lungo tre minuti di rock elettronico sgargiante e d’effetto accompagnato da soluzioni dubstep che confluiscono in un refrain da ricordare a lungo. La scelta del singolo cade però su “God Break The Door”, chiaro omaggio al David Bowie di “Blackstar” nei suoi momenti jazzati.

Le melodie vincenti si fanno sentire in “Ahead Of Ourselves”, sorta di electro punk sporco e low fi che pare mettere i Kraftwerk in una centrifuga, eppure di presa, ancora nella conclusiva “Over And Out”, dalla forma canzone ben definita in un album che nonostante tutto puntella e aggredisce. Si attraversano i territori dell’avanguardia in “Play The Goddamned Part”, secca, sferzante, con ricami di sax impazziti e un finale percussivo e in “I’m Not From This World”, che passa dalla noise al silenzio con tutta la disinvoltura possibile.

“Bad Witch” mostra una band vitale come non la sentivamo da tempo. Forse c’era bisogno che i NIN si liberassero del superfluo, spiace soltanto che tutto finisca dopo trenta minuti.

Voto recensore
7,5
Etichetta: The Null Corporation/Capitol Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. Shit Mirror 02. Ahead Of Ourselves 03. Play The Goddamned Part 04. God Break Down The Door 05. I’m Not From This World 06. Over And Out
Sito Web: http://www.nin.com/

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login