Header Unit

Nine Inch Nails – Recensione: Add Violence

All’inizio doveva essere un nuovo disco, ma da Trent Reznor è lecito aspettarsi di tutto. E così, dopo l’Ep “Not The Actual Events”, uscito nel Dicembre dello scorso anno, Mr. Self-Destruct annuncia una trilogia di mini-album, di cui il nuovo “Add Violence” rappresenta il capitolo centrale.

Inutile dire che ancora una volta i Nine Inch Nails si presentano con altre vesti e se “Not The Actual Events” solleticava un istinto viscerale e metallico, “Add Violence” guarda più al lato elettronico, predilige una forma canzone con una maggiore logica (termine da utilizzare con le dovute precauzioni), sorta di trait d’union tra l’anarchia reznoriana e la colonna sonora, cosa plausibile dopo l’ingresso in pianta stabile del fido Atticus Ross.

“Less Than” è forse uno dei brani più immediati e orecchiabili composti dai NIN dai tempi di “With Teeth”. Synthpop tra Depeche Mode e Kraftwerk squisitamente 80s e  giocato su di una melodia accattivante che non farà prigionieri. Si cambia immediatamente registro con “The Lovers”, che subito ci disillude sul fatto che il platter potesse mantenersi sulle stesse coordinate. Un pezzo lento e rilassante, la voce si assottiglia e i beats elettronici procedono con una sorprendente regolarità, quasi a simulare il ticchettio di un orologio.

“This Isn’t The Place” stordisce positivamente per la sua versatilità, dalla partenza dub agli emozionanti chiaroscuri del pianoforte, accoglie poi numerose sovrapposizioni vocali per sfociare in un finale arioso. Industrial nudo e crudo nella breve “Not Anymore”, pezzo dall’incedere costante e dalla forte fisicità. Chiudono i quasi dodici minuti di “The Background World”, un brano che ci lascia un po’ perplessi ma tant’è, parliamo di Reznor. I primi quattro minuti dipingono una canzone ancora in cerca del momento catchy, in seguito entrano distorsioni che si fanno via via più pressanti e cacofoniche, per ripetersi in modo ossessivo e sfociare nella noise più nervosa. Una scelta che non discutiamo ma che a noi piace poco.

Personalmente un gradino sotto “Not The Actual Events”, comunque “Add Violence” regge bene. Non siamo di fronte ai Nine Inch Nails più ispirati ma la qualità offerta è alta, ad eccezione di un finale tirato per le lunghe senza motivo apparente. Non ci resta che attendere il terzo capitolo  (previsto per la fine del 2017) per scoprire cosa vorrà riservarci Trent Reznor.

Voto recensore
7
Etichetta: The Null Corporation

Anno: 2017

Tracklist: 01. Less Than 02. The Lovers 03. This Isn’t The Place 04. Not Anymore 05. The Background World
Sito Web: www.nin.com

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login