Tarja – Recensione: Luna Park Ride

Terzo live album in tre anni per la giunonica Tarja che sembra aver trovato in questo tipo di pubblicazione la sua dimensione ideale.

Originariamente nato come CD bonus di “Act I: Live In Rosario”, “Luna Park Ride”, che ancora una volta omaggia il Sud America, racchiude la performance avvenuta al Buenos Aires Stadium nel 2011.

L’album completo è formata da ben due DVD: un primo contente lo show di cui scritto poc’anzi e un secondo, decisamente più appetibile, che racchiude i momenti salienti dei tour che la cantante ha portato in giro per il mondo negli anni 2010-2014.

Come si nota dalla tracklist, l’esibizione raccoglie i migliori successi di Tarja che negli anni ha saputo riscattarsi da un passato visto più come una scomodità che un trampolino di lancio.

Fin dai primi minuti di ascolto non si può non notare il protagonismo del pubblico che, totalmente in adorazione della soprano, arricchisce l’esibizione cantando e urlando senza mai placarsi. Simbolica è “Dark Star”, traccia di apertura, che prima ancora della musica dà spazio all’euforia di chi è sottopalco dando l’idea dell’attesa e dell’estasi di fronte all’entrata in scena della cantante.

Se basta poco per percepire la dedizione dei fan nei confronti della soprano, basta altrettanto poco per storcere il naso di fronte all’audio troppo grezzo, a tratti quasi amatoriale, che ha come risultato una cattiva calibrazione dei suoni e un’eccessiva predominanza delle voci del pubblico a discapito di quella di Tarja. Se da un lato è apprezzabile la scelta di far vivere in pieno l’esperienza live, dall’altro, ed in più casi, risultano estremamente fastidiosi e predominanti il chiacchiericcio e le urla.

La stessa sorte fonica la subisce il secondo DVD, decisamente più interessante e particolare, che racchiude una scaletta più recente e che vede la performance divisa fra Germania, Russia e Repubblica Ceca.

Notevole l’esibizione in Russia di “500 Letters”, tratta dal fortunato e sorprendente “Colours In The Dark”, che vede una perfetta esecuzione di un brano difficile più a livello emotivo che a livello tecnico. Da menzionare “Anteroom Of Death”, direttamente dal Wacken del 2014, che vede un bellissimo duetto con i Van Canto, gruppo tedesco heavy metal che, a prescindere da questo piccolo estratto, merita di essere ascoltato e approfondito.

Never Enough”, “Die Alive” e “Victim Of Ritual”, tratte dall’ultima fatica discografica, chiudono con modernità e contemporaneità questo DVD che porta con sé più pregi che difetti.

Se per i precedenti “Act I: Rosario” e “Beauty And The Beat” eravamo di fronte ad un prodotto nuovo e di ottima fattura, con “Luna Park Ride” non si può che dirne l’opposto. L’acustica non è assolutamente degna di un live di tutto rispetto e dimostra di non essere stata, salvo rarissime eccezioni, rielaborata e ricalibrata. Risulta inoltre eccessivo un doppio DVD in quanto, piuttosto che pubblicare una prima parte molto simile al live in Rosario e una seconda che riporta estratti da diversi show, sarebbe stato preferibile un unico disco con una cura maggiore nell’audio e una scelta più mirata dei brani.

Da fan di Tarja, tocca ammettere l’amara delusione di fronte ad un prodotto che, nonostante la grande pubblicità, risulta essere ingiustamente banale.

Voto recensore
6
Etichetta: earMusic

Anno: 2015

Tracklist:

DVD 1
01. Dark Star
02. My Little Phoenix
03. The Crying Moon
04. I Walk Alone
05. Falling Awake
06. Signos
07. Little Lies
08. Underneath
09. Stargazers
10. Ciaran's Well
11. In for a Kill
12. Where Were You Last Night / Heaven Is a Place on Earth / Livin' on a Prayer (Medley)
13. Die Alive
14. Until My Last Breath
15. Wishmaster

DVD 2
01. In For a Kill
02. I Walk Alone
03. Archive of Lost Dreams
04. Crimson Deep
05. I Feel Immortal
06. The Siren
07. Until My Last Breath
08. 500 Letters
09. Damned & Divine
10. Neverlight
11. Anteroom of Death (feat. Van Canto)
12. Never Enough
13. Die Alive
14. Victim of Ritual


Sito Web: www.tarjaturunen.com

francesca.carbone

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Scribacchina dal 2008 e da sempre schietta opinionista del mondo musicale. Dagli Iron Maiden ad Immanuel Casto il passo è breve, almeno per me.

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