Nightwish – Recensione: Human :II: Nature

Se “Endless Forms Most Beautiful”, uscito nel 2015, dopo qualche cambio di formazione ed un periodo di transizione, doveva mettere “i puntini sulle i”, consolidando un sound che stava a metà tra il rock/metal sinfonico e pomposo dell’era Tarja ed il materiale più immediato dei due dischi cantati da Anette Olzon, soprattutto grazie al range vocale di una Floor Jansen perfettamente in grado di ricoprire entrambi gli stili musicali senza grandi affanni, ora in casa Nightwish si volta decisamente pagina.

Accusati anche di ripetere un suono vincente e di fare spesso del fan service, ricorrendo a melodie spesso un po’ troppo simili tra loro, e forse di avere semplificato e banalizzato una formula decisamente vincente, ora i cinque finlandesi decidono di spiazzare e sorprendere, con questo “Human. :II: Nature.”, non un concept album ma un disco tematico, in cui si affrontano due mondi e due facce diverse del nostro vivere. “Human” parla appunto di storie che narrano di umanità, della nostra più intima natura e delle nostre emozioni, che si esprimono attraverso la voce umana, che è la grande protagonista del primo segmento. “Nature” invece è una fuga strumentale in quella che possiamo chiamare Gea, Gaia, o Madre Terra.

I Nightwish quindi rimescolano le carte musicali in loro possesso, reclamando una libertà artistica che non sembra più legata alla ricerca di ritornelli ad effetto e formule commerciali infallibili. Nel cd “umano”, nei nove brani proposti viene dato più spazio del consueto al solido chitarrista Erno “Emppu” Vuorinen, ed anche il nuovo batterista Kai Hahto può esprimere le sue migliori capacità ed una versatilità ritmica notevole. Se Marko Hietala fa un passo leggermente indietro (vocalmente si espone solo nell’articolata e corale traccia finale “Endlessness”), il polistrumentista geniale Troy Donockley si dimostra ancora una volta un elemento decisivo nell’arricchimento dello stile della band, regalando anche agli ascoltatori un prezioso inno folk come “Harvest”. Ma appunto, la vera protagonista di “Human” è la voce, grazie ad un uso sapiente di intrecci vocali dei tre “cantanti” (Floor, Marko e Troy), e soprattutto lasciando la valchiria Floor Jansen libera di esprimersi in tutte le sue innumerevoli espressioni, estensioni e sensazioni.

Se “Human” ha bisogno di diversi ascolti per essere assimilato, compreso e dare qualche punto di riferimento più solito, “Nature” è una suite orchestrale divisa in otto capitoli, quasi del tutto strumentale (a parte alcune parti narrate, qualche vocalizzo femminile e alcuni evocativi cori), certamente concepita dal mastermind Tuomas Holopainen, ma, anche qui, lontana parente dei suoi lavori precedenti (sia per la band che solisti), e molto focalizzata su una narrazione musicale quasi sempre asciutta ma emozionante, per aiutare l’ascoltatore ad immergersi nella magnificenza della natura. Qualcuno non apprezzerà questa colonna sonora quasi minimalista, e che cerca di trovare nuove strade creative per la band finlandese.

Che dire in conclusione? “Human. :II: Nature.” È un capolavoro? Ci regala alcuni classici che vanno ad aggiungersi agli altri, ben numerosi dei Nightwish? Questo potrà davvero soltanto dirlo il tempo, perché questo doppio album va lasciato maturare e crescere, senza fretta.

Quello che è chiaro invece è che i Nightwish avevano bisogno di vivere, comporre e incidere questo disco, limpido, libero e coraggioso. Ed questo Coraggio è veramente da lodare. Ascoltate per credere.

Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2020

Tracklist: Disc 1: 01. Music 02. Noise 03. Shoemaker 04. Harvest 05. Pan 06. How’s The Heart? 07. Procession 08. Tribal 09. Endlessness Disc 2: 01. All The Works Of Nature Which Adorn The World – Vista 02. All The Works Of Nature Which Adorn The World – The Blue 03. All The Works Of Nature Which Adorn The World – The Green 04. All The Works Of Nature Which Adorn The World – Moors 05. All The Works Of Nature Which Adorn The World – Aurorae 06. All The Works Of Nature Which Adorn The World – Quiet As The Snow 07. All The Works Of Nature Which Adorn The World – Anthropocene (incl. “Hurrian Hymn To Nikkal”) 08. All The Works Of Nature Which Adorn The World – Ad Astra
Sito Web: https://nightwish.com/

Antonino Blesi

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Ascolta metal dal 1983, ha 46 anni e non vuole certo smettere. La passione vince su tutto, e sarà anche scontato, ma la buona musica non morirà mai, finchè qualcuno continuerà a parlarne ed a canticchiare un vecchio refrain....

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