Nightmare – Recensioni: Dead Sun

Non tutto il male viene per nuocere. È questa la prima, banale, riflessione che viene in mente ascoltando il nuovo disco dei francesi Nightmare. La creatura, ormai più che matura, visti gli oltre 35 anni di attività, portata avanti dal solo Yves Campion (fondatore e solido bassista della band), ha visto appunto di recente la perdita del cantate Jo Amore, che faceva già parte della prima incarnazione del gruppo con il ruolo però di batterista.

Nonostante questa dolorosa separazione il prode Yves non si è perso d’animo ed ha arruolato nella parte di vocalist la bravissima Magali Luyten, performer belga relativamente conosciuta, ma dotata di un’abilità vocale davvero ammirevole che ha dato una bella spinta ad una band che rischiava un declino immeritato.

Lo stile stesso del gruppo si è fatto più possente, capace di incorporare al meglio il sound del power metal moderno, corposo e melodico allo stesso tempo (ci vengono in mente paragoni con band tipo Masterplan o Symphorce, per darvi un indirizzo generale). Ma al di là del campo scelto, sono le composizioni a rendere davvero bene, senza troppe variazioni sul tema o grandi sperimentazioni, ma dotate di tutta l’espressività e la resa professionale per attirare l’attenzione dei fan del genere.

Molto bella è ad esempio l’iniziale “Infected”, caratterizzata da una base ritmica dinamica che accompagna un riffing a metà tra thrash e power, ma sempre ben centrata sulla melodia nei cori e nel ritornello. Proprio in questa canzone si possono ammirare le doti vocali di Magali, bravissima sia nelle parti più aggressive che nelle sfumature più melodiche e drammatiche.

Incisività che ben si evidenzia anche nelle canzoni successive, che in gran parte ricalcano uno schema similare, puntando sulla potenza della ritmica e sulle riuscite aperture melodiche. Forse qualche variazione stilistica in più avrebbe fatto bene alla digeribilità globale del disco, ma va anche detto che dopo qualche ascolto le canzoni entrano più o meno tutte in testa e l’album ne guadagna in fluidità. Si riescono così ad apprezzare anche i pregevoli assoli inseriti ad hoc nelle canzoni, o i validi intrecci ritmici che tengono in piedi le dinamiche di canzoni come “Dead Sun” e “Red, Marble & Gold”.

Non a caso per uno dei video di presentazione del disco è stata scelta “Serpentine”, in cui Magali duetta con un mostro come Kelly Carpenter (Beyond Twilight, Darkology). Il risultato è esaltante e ne fa una delle migliori composizioni della tracklist. Di certo non stiamo parlando di un prodotto rivoluzionario, ma in “Dead Sun” si trovano comunque una notevole preparazione e tanta vitalità. Non male per una band che ha cominciato alla fine degli settanta.

nightmare-dead-sun

Voto recensore
7,5
Etichetta: AFM Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Infected 02. Of Sleepless Mind 03. Tangled In The Roots 04. Red Marble & Gold 05. Ikarus 06. Indifference 07. Dead Sun 08. Seeds Of Agony 09. Inner Sanctum 10. Serpentine 11. Starry Skies Gone Black
Sito Web: http://www.nightmare-metal.com/

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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