Ancient – Recensione: Night Visit

Noioso. Purtroppo non vengono in mente altri termini per descrivere ‘Night Visit’, nuova fatica degli Ancient, band di origine norvegese ma ormai italiana di adozione data la lunga permanenza nel nostro paese del fondatore (nonché chitarrista e cantante) Aphazel. Il nuovo album (in cui troviamo la line up orfana dell’avvenente singer Deadly Kristin ridimensionata a quattro elementi) presenta tracce mediamente lunghe in cui un black metal melodico ben suonato ma piuttosto canonico incontra elementi di atmosfera, ossia i consueti intarsi sinfonici e parti di voce femminile. I singoli brani, perfetti da un punto di vista formale, tendono tuttavia a perdersi nella loro eccessiva lunghezza e a risultare a tratti ripetitivi, vuoi anche per una formula sonora che si sta via via inflazionando e non disdegnerebbe una maggiore versatilità. Solo un paio di pezzi riescono a porsi al di sopra della media, vale a dire la thrashy ‘Horroble’ (che vanta un eccellente lavoro alle pelli del drummer Grom) e la conclusiva ‘The Truth Unveiled’, un brano dall’incipit lento e meditato che guadagna in velocità sul finale. Alla fine dell’album troveremo due tracce strumentali poste come bonus tracks (‘The Arctic Mirage’ e ‘Out In The Haunted Woods’), che anziché risultare “maestose” o “da soundtrack” come probabilmente era nelle intenzioni della band, finiscono per porsi come stanco epitaffio di un lavoro che ci sentiamo di consigliare solo ai die-hard fans di Aphazel e soci.

Voto recensore
5
Etichetta: Metal Blade / Audioglobe

Anno: 2004

Tracklist:

01.Envision The Beast
02.Rape The Children Of Abel
03.Horroble
04.Night Visit
05.Lycanthropy
06.Night Of The Stygian Souls
07.Fuel The Flames
08.The Truth Unveiled
BOUNUS TRACKS:
09.The Arctic Mirage
10.Out In The Haunted Woods


andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login