Night Ranger – Recensione: ATBPO

Nonostante il tema del Covid, e quello dei comportamenti ai quali la pandemia ci ha costretto nel corso degli ultimi mesi, sia oggi trattato frequentemente da tante band, con “ATBPO” mi trovo per la prima volta di fronte ad un caso nel quale perfino il titolo dell’album è stato ispirato dagli eventi: acronimo di “And The Band Played On”, il concetto appare subito quello della resilienza e della continuazione, della musica e dell’aggregazione come ancore di salvezza, dello sguardo alto e rivolto al domani (“Tomorrow”) nonostante tutto. La portata democratica della pandemia ha fatto in modo che nessun artista potesse sottrarsi alla violenza silenziosa dei fatti: nel caso dei Night Ranger, gli stravolgimenti hanno toccato una band che ha venduto oltre diciassette milioni di dischi e suonato su più di quattromila palchi, e che con l’uscita di oggi giunge alla pubblicazione del dodicesimo lavoro, un traguardo al quale la ferma volontà di resistere – e continuare ad esistere – aggiunge se possibile ulteriore gloria. Questi rocker americani hanno saputo legare da sempre le loro sorti artistiche all’osservazione della realtà e ad una produzione musicale attenta a coglierne le sfumature: tra le prime formazioni ad intuire le potenzialità della presenza su MTV, le canzoni dei Night Ranger sono state spesso utilizzate tanto all’interno di produzioni televisive (The Unbreakable Kimmy Schmidt, American Dad, Glee, Grey’s Anatomy, Parks & Recreation) quanto al cinema (Boogie Nights, Friday the 13th, Teachers, Sixteen Candles, The Secret of My Success), nelle pubblicità (Dr. Pepper e JBL) e nel mondo dei videogiochi (Rock Band, Guitar Hero e Grand Theft Auto).

Di fronte ad una volontà di prevalere espressa in modo così forte, il fallimento non è un’opzione, e con l’energia di “Coming For You” i Night Ranger chiariscono di che pasta è fatto il loro ultimo album: compatta, abrasiva ed al tempo stesso cantabile, la traccia di apertura è esattamente il singolo che ti aspetti, la sferzata della quale hai bisogno ogni mattina, la risposta all’immobilismo al quale siamo stati costretti così a lungo. L’unità di intenti all’interno della band, alla quale la prova in studio rende giustizia, aggiunge un ulteriore elemento di forza e credibilità all’album, come se ciascuno dei cinque fosse consapevole dell’unicità del momento e della necessità di non compiere passi falsi. Nonostante i frequenti riferimenti all’attualità, “ATBPO” non è (per fortuna) un instant album, realizzato velocemente per capitalizzare sul momento: al contrario, la qualità della produzione e degli arrangiamenti sono esaltate dall’inserimento attento di effetti ambientali e sonorità sia elettroniche che acustiche, da ritmiche ruvidamente street ed assoli di chitarra innestati con precisione certosina (“Bring It All Home To Me”, “Monkey”) e, infine, dalla prova al microfono di un Jack Blades sempre sul pezzo. Ad ulteriore riprova di un approccio meditato, ci sono in scaletta anche quegli episodi in grado di spezzare il ritmo e scongiurare la sensazione di un approccio monocorde: “Hard To Make It Easy” e “Can’t Afford A Hero” non avranno forse una grande personalità, ma la luce – rispettivamente – di un blues divertito e di una ballad innocente arricchisce l’album di quella dimensione minima che lo avvicina al quotidiano umano e malinconico di ogni latitudine.

Urgente e coeso, “ATBPO” unisce, con la sensibilità di una formazione esperta ma evidentemente non ancora sazia, un’estrema solidità ad un impianto contemporaneo che non perde mai di vista il fascino di una dolce melodia (“Dance”), di un coro trascinante, di un drumming pesante ed intenso (“Breakout”) che è esso stesso una risposta d’istinto al possibile momento di sconforto e debolezza. Capaci come pochi altri di leggere tra le pieghe della realtà, i cinque musicisti statunitensi si confermano ancora una volta maestri nel lasciarsi ispirare, ma non travolgere, dal rumore dei titoli, dalla forza delle storie, dalla difficoltà di interpretare il significato e le conseguenze di quanto accade. Senza cadere nella trappola di suonare furbesco né consolatorio, il nuovo disco dei Rangers sa parlare senza imbarazzi né giri di parole di una difficoltà reale (“The Hardest Road”) alla quale ci invita a reagire cantando, ricordandoci quanta forza potremo sempre trovare tra le ombre di un periodo cupo, all’interno di un sentimento ferito, e tra le note di una bella canzone.

Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2021

Tracklist: 01. Coming For You 02. Bring It All Home To Me 03. Breakout 04. Hard To Make It Easy 05. Can’t Afford A Hero 06. Cold As December 07. Dance 08. The Hardest Road 09. Monkey 10. A Lucky Man 11. Tomorrow
Sito Web: nightranger.com

Marco Soprani

view all posts

Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login