Frankenstein Drag Queens From Planet 13 – Recensione: Night Of…

Look da horror di un Helloween di serie zeta, cattivo gusto quanto basta, rock diretto, figlio della strada americana, picchiato duro. Questo, in estrema sintesi ciò che sono i Frankenstein Drag Queen From Planet 13, individui poco raccomandabili che in sedici tracce sbeffeggiano gli Stati Uniti con il loro album di debutto, rifiutato per almeno due anni da qualsiasi etichetta a causa dei contenuti molto scorretti dei testi. In effetti, si tratta di splatter rock, quello della Troma tanto per intenderci, o per rendere meglio l’idea, di uno snuff record, ipoteticamente partorito dalla mente di un Hannibal Lechter qualsiasi. Al di là del folklore, nei quaranta minuti scarsi di durata del disco, il gruppo sciorina più ‘ motherfuckers’ che complimenti, prendendo a calci in faccia chiunque osi parlare male di loro. L’irriverenza di canzoni quali ‘Foot In Mouth’, ‘Die My Bride’ o la divertentissima ‘Scary Song’ sono un ottimo punto di contatto con la pseudo realtà di tre pazzi per i quali la notte delle streghe non finisce mai.

Voto recensore
7
Etichetta: PLY / Soundmachine

Anno: 2000

Tracklist: Mr Motherfucker / Twist My Sister / Let’s Go To War / Die My Bride / Screwdriver / Scary Song / Rambo / I Love Me / Full Metal Jackoff / Crossdressing G.D.S.O.S. / I Don’t Wanna Be Your Friend / S.T.D.’s / Motel Killafornia / She’s A Man / Foot In Mouth / Going To Hell

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