Quintessenza – Recensione: Nei Giardini Di Babilonia

Di carne al fuoco ne hanno messa parecchia i Quintessenza in questa loro terza fatica. E questo ci lascia intuire una gran voglia di fare, ma ancora una certa immaturità nelle misure. "Nei Giardini di Babilonia" è una rock opera sul filone del rock progressivo italiano degli anni ’70, con qualche miscela di metal. Il discorso fila a tratti; altre volte si fa più forzato e meno originale. Poi, all’improvviso, compaiono aperture melodiche degne di band consolidate.

Forse le partiture migliori sono quelle dove c’è un lato senso di improvvisazione, quasi un’asimmetria tra la voce e il resto della musica. E questo indubbiamente regala ai toscani un tocco di originalità. Nonostante i testi in italiano, il concept è e resta criptico. Su tutto però c’è l’attenuante dell’autoproduzione.

“Il racconto parla della caduta e dell’ascesa di un uomo qualunque che viene trasportato dalla propria anima in un mondo immaginario (Babilonia), dove un guardiano lo attende per iniziarlo al viaggio che deve intraprendere. Il protagonista farà così un percorso all’interno dei Giardini di Babilonia che lo condurrà a scavare nel fondo del suo Io più intimo, che lo aiuterà a liberarsi definitivamente delle proprie paure e che gli permetterà di ascendere ad una vita nuova”. Queste le parole di Diego Ribechini, cantante della band e autore del libretto che accompagna l’album.

Voto recensore
6
Etichetta: Autoproduzione

Anno: 2010

Tracklist: 01. L'Ingresso
02. Nei Giardini di Babilonia
03. La Porta Rossa
04. Viscere
05. La Porta Bianca
06. Un Volo d'Argento
07. La Porta Gialla
08. Nuovi Rami
09. La Porta Blu
10. Riflesso
11. La Porta Nera
12. Quintessenza
13. La Fine del Viaggio

Sito Web: http://www.myspace.com/quintessenza

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