Necrowretch – Recensione: The Ones From Hell

Beati voi che ne volete ancora.

Abbiamo già parlato di come il panorama death/black metal sia tra i più affollati e monotoni di tutta la scena metal venuta dopo i precursori del genere, ma non abbiamo parlato dei francesi Necrowretch. Araldi del suddetto genere a base di ritmiche ad alta velocità, songwriting e melodie di una capacità stilistica che abbraccia uno spettro di influenze molto limitato (Kreator e Necrophobic quelle principali), hanno pubblicato quattro album in studio indistinguibili l’uno dall’altro, con produzioni deboli e per niente martellanti, incapaci di aiutarne la consistenza.

Nel quarto album, “The Ones from Hell”, il songwriting raddoppia di lunghezza, ma gli entusiasmi vengono smorzati subito quando in “Pure Hellfire” arrivano sezioni direttamente ereditate dalla più generica variante dei Dark Funeral. “Luciferian Sovranty” mostra i disastri combinati dagli effetti di produzione alla traccia vocale, mentre le canzoni più brevi, “Absolute Evil” e “Through the Black Abyss”, sono meri interludi quasi strumentali. Il resto dei brani si basa sugli stessi giri riciclati in ogni occasione, che siano veloci (la title track, “Darkness Supreme”, “Necrowretch”) o lenti (“Codex Obscuritas”).

Togliendo gli interludi, abbiamo a malapena 30 minuti di black metal stile anni 80 talmente derivativo e piatto che il secondo album dei Crypt Sermon, a confronto, sembra un capolavoro. Peccato che il gruppo festeggi 12 anni di attività e che, come già detto, di gruppetti della porta accanto come questo ce n’è di tutti i tipi da ogni parte del mondo.

Etichetta: Season of Mist Underground Activists

Anno: 2020

Tracklist: 01. Pure Hellfire 02. Luciferian Sovranty 03. The Ones from Hell 04. Absolute Evil 05. Codex Obscuritas 06. Darkness Supreme 07. Through the Black Abyss 08. Necrowretch

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