Darkened Nocturn Slaughtercult – Recensione: Necrovision

Attivi nell’underground tedesco da oltre quindici anni, i Darkened Nocturn Slaughtercult sono il tipico esempio di black metal oltranzista e senza compromessi, legato in tutto e per tutto all’opus malefico della tradizione. Ne consegue che “Necrovision” è una release che non cerca e nemmeno vuole consensi al di fuori di una ben specifica nicchia di pubblico, che troverà pane per i suoi denti in questo album. La band non è di certo composta da sprovveduti e pur essendo questo disco “minimale” in ogni suo aspetto (da una produzione ruvida ad esecuzioni estremamente quadrate), dai suoi putridi solchi emergono doti tecniche di tutto rispetto e un songwriting comunque professionale e rodato. Il resto comprende tutto ciò che si confà al black metal di stampo underground: brani supportati da riff scarnificati e da una sezione ritmica tellurica (sebbene si registrino alcuni espedienti melodici di carattere sperimentale), oltre ad una voce che vomita tutta la rabbia possibile e la consueta “sympathy for the devil”. “Necrovision” è dunque un album che avrebbe potuto risultare davvero di “culto” se fosse uscito una ventina di anni fa, oggi possiamo solo dire di avere di fronte una band saldamente legata alla tradizione e che compie il suo dovere come meglio le riesce.

Voto recensore
6
Etichetta: War Anthem Records

Anno: 2013

Tracklist:

01.  Aura
02.  Omnis Immundus Spiritus
03.  Primordial Sapphirine Driplets
04.  In The Hue Of Night
05.  Coronated Spheres Of Adversity
06.  The Eviscerator
07.  Fundaments Of Seminal Knowledge
08.  Upon My Arrival
09.  Necrocosmic Vision


Sito Web: http://www.facebook.com/pages/Darkened-Nocturn-Slaughtercult/217026705010662

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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