Necrodeath – Recensione: The Age Of Dead Christ

I veterani Necrodeath tornano sul mercato discografico con “The Age Of Dead Christ”, undicesimo album in studio che, seguendo una tendenza negli ultimi tempi comune a molte band di metal estremo (per quanto i nostri l’avessero già paventata nel precedente “The 7 Deadly Sins” del 2014), torna a sonorità classiche e prive di compromessi, omaggiando tutta quella scena proto-black degli anni’80 di cui “Into The Macabre” fu indubbiamente un pilastro.

Basta osservare la copertina del disco per entrare in un vortice temporale che ci porta indietro di almeno 30 anni, a quel sound nichilista e violentissimo che segnava il percorso di band come Possessed, Slayer, Sarcòfago e di cui in Italia, Necrodeath, Schizo, Mortuary Drape e Bulldozer furono pionieri. Non aspettatevi sperimentazioni, “The Age Of Dead Christ” è davvero un treno in corsa e per ammissione dello stesso gruppo, questa volta non vi era la necessità di suonare originali o evoluti.

Il marchio Necrodeath è presente al 100% fin dall’opener “The Whore Of Salem”, un vero muro di suoni che fa salire sugli scudi l’indiscussa compattezza di questo team, dai suoni distorti e scarnificanti della chitarra di Pier Gonella alla solidità della sezione ritmica composta da Peso (batteria) e Gianluca Fontana (basso). Il diabolico screaming di Flegias funge da collante nel susseguirsi di brani che fanno della violenza e della velocità di esecuzione le caratteristiche principali.

Una produzione un pizzico ruvida esalta il sapore antico del platter e ben accompagna un ascolto senza cedimenti, le cui uniche concessioni alla “melodia”, sono dei funerei rallentamenti sapientemente diluiti nel disco che vanno a evidenziare il lato epico di ottimi esempi di genere come “The Order Of Baphomet” e “The Crypt Of Nyarlathotep”. Spazio anche al vecchio amico A.C. Wild dai Bulldozer, che presta la sua voce nel brano “The Return Of The Undead”, una rivisitazione del classico della band, appunto “The Undead”, pubbicato su “Into The Macabre”. Fanno eccezione il singolo “The Triumph Of Pain”, un diabolico cadenzato e la titletrack, che chiude il platter con i suoi ritmi “doomish” soffusi e maligni.

I Necrodeath tornano con un album che pare chiudere il cerchio, ribadendo (se mai ve fosse bisogno) il valore artistico e il peso storico dell’ensemble.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Scarlet Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. The Whore Of Salem 02. The Master Of Mayhem 03. The Order Of Baphomet 04. The Kings Of Rome 05. The Triumph Of Pain 06. The Return Of The Undead 07. The Crypt Of Nyarlathotep 08. The Revenge Of The Witches 09. The Age Of Dead Christ
Sito Web: http://www.necrodeath.net/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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