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Necro Deathmort – Recensione: Overland

Curiosa entità questi Necro Deathmort, un two-piece londinese attivo dal 2007 che arriva con “Overland” all’ottavo lavoro sulla lunga distanza. Matthew Rozeik e AJ Cookson propongono sette tracce di musica elettronica/sperimentale, riconducibile alla sfera del metal (estremo) più per continuità emozionali piuttosto che musicali, per quanto si potrebbero tracciare dei timidissimi paragoni con Ulver, Sunn O))) e The Axis Of Perdition.

“Overland” è un disco da ascoltare in modo unitario, la forma canzone è totalmente elusa a favore di brani che pur con un inizio e una fine, mischiano sintetizzatori, spunti jazzati e soluzioni dal vago sentore industrial che si susseguono senza sosta. Notiamo come i ritmi siano spesso lenti, dilatati, a volte pieni di riverberi, a generare paesaggi dronici dal mood ipnotico (“Cath Hedral”, “Obey”) che ricordano la colonna sonora di un incubo lynchiano.

Oscuro e ribollente, “Vortex” è nel suo nervosismo ciò che stilisticamente si avvicina di più ai citati Sunn O))), ma non mancano momenti di assoluto disimpegno, ad esempio il sax squillante e luminoso di “80,000” oppure la traccia “Gu”, deriva kraftwerkiana di sintetizzatori che omaggia la new wave a cavallo tra i ’70 e gli ’80. Un disco non per tutti questo “Overland”, distante dal concetto comune di rock o di musica pesante intesa dal senso comune ma di certo riuscito nelle sue esigenze di sperimentazione.

Voto recensore
S.V.
Etichetta: Profound Lore Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. Poliz 02. Cath Hedral 03. 80,000 04. Vortex 05. Gu 06. Obey 07. Meddle
Sito Web: https://www.facebook.com/necrodeathmort/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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