Neal Morse – Recensione: Jesus Christ the Exorcist

Ci vorrebbe un piccolo libro per poter recensire, passo per passo, questa gigantica rock opera che certamente rappresenta uno degli apici della iper prolifica carriera del geniale autore prog Neal Morse. Noi non potremo arrivare a tanto ma lo scopo principale è quello di dare un segnale. Se avete tempo e amate la buona musica e le rock opera, fermatevi qui senza indugi.

“Jesus Christ Yhe Exorcist” unisce il talento dell’artista statunitense alla sua fede nel Cristianesimo, a cui ha dedicato tutta la sua carriera dal 2002, anno in cui ha lasciato la sua band storica, gli Spock’s Beard.

E’ una ambiziosa rock opera lunga 105 minuti che racconta in sostanza la stessa storia narrata in “Jesus Christ Superstar” ma con un approccio meno spettacolare e più interiorizzato. Un progetto nato circa dieci anni fa e che ha avuto il via soltanto grazie alla Frontiers Records, unica casa discografica a credere in un’opera così particolare, in un mondo dove la musica spesso si consuma nell’arco di pochi minuti o nel volgere di una sola stagione.

Neal Morse ha dunque assemblato una super band di fedelissimi, dove spiccano certamente il basso pulsante di Robin George e gli intensi e sferzanti suoni di batteria di Eric Gilette, tenendo per sé solo una parte vocale da non protagonista (Pilato)e diverse partiture di chitarra e della fedele tastiera.

Come in un vero musical, Morse ha assegnato i vari personaggi e le rispettive parti vocali a grandi voci, come Ted Leonard/Jesus (Spock’s Beard, Enchant), Talon David/Maria Maddalena (strepitosa), Nick D’Virgilio/Giuda (Big Train, Spock’s Beard), Jake Livgren/Pietro (Protokaw), Matt Smith/Giovanni Battista (Theocracy) e Rick Florian/il Diavolo ( White Heart), tutti intensi, emozionanti ed impeccabili.

Arrivando alla colonna sonora di questa storia, antica e moderna insieme, dobbiamo dire che Neal Morse si è certamente ispirato più allo stile “Rock Opera” moderno (quindi Transiberian Orchestra e derivati) più che al musical di Brodway, attingendo da tutta la sua immensa cultura musicale, partendo dal prog rock ma attraversando anche hard rock (diversi i riferimenti per esempio a Deep Purple e Kansas), piccole tracce di jazz, sinuoso blues, musica sinfonica, colonne sonore ed un suono avvolgente e ben servito da prodigiose armonie vocali a più voci, cori da brividi e prestazioni strumentali impeccabili ma sempre a servizio nella narrazione.

A prescindere che voi amiate o no il tema trattato, e prendendo il tutto come un grande film musicale, siamo davanti ad un lavoro di livello altissimo e di esemplare intensità emozionale, destinato probabilmente ad essere il più grande lascito di questo grande artista. Non citeremo una canzone rispetto ad un’altra, concluderemo invece con un consiglio perentorio: prendete tutto il tempo che vi servirà, per godervi “Jesus Christ the Exorcist” di Neal Morse, ne vale la pena dalla prima nota all’ultima. Immenso.

Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. Introduction 02. Overture 03. Getaway 04. Gather The People 05. Jesus’ Baptism 06. Jesus’ Temptation 07. There’s A Highway 08. The Woman Of Seven Devils 09. Free At Last 10. The Madman Of The Gadarenes 11. Love Has Called My Name 12. Better Weather 13. The Keys To The Kingdom 14. Get Behind Me Satan 15. He Must Go To The Cross 16. Jerusalem 17. Hearts Full Of Holes 18. The Last Supper 19. Gethsemane 20. Jesus Before The Council And Peter’s Denial 21. Judas’ Death 22. Jesus Before Pilate And The Crucifixion 23. Mary At The Tomb 24. The Greatest Love Of All 25. Love Has Called My Name (Reprise)
Sito Web: http://www.nealmorse.com/

Antonino Blesi

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Ascolta metal dal 1983, ha 46 anni e non vuole certo smettere. La passione vince su tutto, e sarà anche scontato, ma la buona musica non morirà mai, finchè qualcuno continuerà a parlarne ed a canticchiare un vecchio refrain....

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