Ne Obliviscaris – Recensione: Urn

Dopo essersi imposti all’attenzione della scena cinque anni or sono con il sorprendente debutto “Portal Of I”, i Ne Obliviscaris si confermano una solida realtà del metal più complesso e raffinato anche con il loro terzo disco “Urn”. Come detto in occasione della disamina del precedente “Citadel”, l’effetto sorpresa è ormai svanito e la proposta degli australiani si è fatta più lineare, ma resta in ogni caso una musica d’elevato spessore. La cifra stilistica della band continua ad essere una mescola di segmenti tipicamente extreme e partiture melodiche, acustiche e sognanti sulle quali trionfa il violino del leader Tim Charles: il tutto è come sempre attraversato da un alternarsi di cantato pulito e growl ed è condensato in poche tracce (sei per la precisione) dalla lunga durata.

Riscontriamo limpidamente tutte le caratteristiche appena citate già in “Libera”, suite in due parti posta in apertura: “Pt. 1 – Saturnine Spheres” si presenta con un’evocativa introduzione che non tarda a far intervenire anche l’animo più violento dell’ensemble, plasmando quello che è ormai il tipico brano del gruppo; la canzone viene dunque completata dalla dolce strumentale “Pt. 2 – Ascent Of Burning Moths”. Il violino, le chitarre acustiche e quelle invece più massicce, la melodiosa voce di Charles e il possente growl di Xenoyr si rincorrono pure nelle elaborate “Intra Venus” ed “Eyrie”, quest’ultima tanto lunga quanto passionale e avvolgente. Non ci sono infine sorprese, ma comunque tanta qualità e perizia tecnica e compositiva, nella suite finale “Urn”, pezzo ancora una volta suddiviso in due parti e che costituisce il momento più aggressivo del lotto.

Il cammino tuttora giovane dei Ne Obliviscaris procede insomma spedito e senza battute d’arresto, offrendoci un nuovo lavoro di sicuro impatto. Non sappiamo se il combo australiano tornerà mai all’eclettismo e ai fasti dell’opera prima “Portal Of I”: senza chiedercelo troppo, noi ci godiamo intanto l’indubbia qualità di questo nuovo “Urn”, platter che conferma la personalità e l’ottimo stato di forma dei nostri.