Nasheim – Recensione: Jord Och Aska

Il progetto musicale svedese Nasheim venne fondato nell’ormai lontano 2001, ma dopo anni di demo e silenziose pause, il loro album di debutto fu pubblicato solo nel 2014. Lo stile del gruppo è facilmente etichettabile: doom/black metal (più il primo che il secondo) dalle sonorità leggere che molti amano etichettare come “depressive black metal” a causa sia della voce (un lontano scream in riverbero che si fonde con la musica) sia dell’uso di continui, sostenuti arpeggi di chitarra che sfruttano l’accordatura di Re aperto. In poche parole, fan di Xasthur, Opeth, Make a Change… Kill Yourself e dei recenti Shining, fiondatevici pure.

Comparato col precedente “Solens vemod”, il secondo album del progetto, Jord och aska, oltre ad essere più breve è anche essenzialmente una ripetizione della stessa canzone per tutti i suoi 42 minuti di durata. Erik Grahn ancora una volta registra chitarra, voce e basso, avvalendosi dell’uso di musicisti session per gli altri strumenti. L’album inizia in maniera ambiziosa, con una “Att sväva över vidderna” dalla modica durata di… 20 minuti: inizia con sostenuti arpeggi aperti di sola chitarra elettrica, per poi saltare in moderati blast-beat con un’ossessiva ripetizione di power-chord, e non varia armonicamente per tutta la sua durata. La seconda traccia, “Grå de bittert sådda skoga”, è un breve (si fa per dire) intermezzo in cui viene ripreso lo stesso riff di quella precedente, aggiungendoci una maggiore dose di voce (urla teatrali che ricordano parecchio Nocturno Culto e qualche parte cantata). La terza traccia, “Sänk mig i tystnad”, sebbene essenzialmente basata sugli stessi giri armonici, include un minimo di variazione nell’ordine delle note: anche questa prosegue per altri 16 minuti senza veramente variare il proprio approccio, terminando bruscamente.

C’è poco altro da dire. “Jord och Aska” è il tipico album della nicchia depressive, lento, lagnoso (violini inclusi) e pieno di malinconia… in altre parole, non delude le aspettative. Anche se il materiale non è niente di trascendentale e più di un ascoltatore potrebbe lamentarsi dell’eccessiva ripetizione degli schemi armonici per niente nuovi, fornisce comunque abbastanza melodia e personalità da rispettare i canoni del genere. Se cercate album molto più stimolanti e competitivi, vi conviene rivolgere altrove il vostro interesse.

Voto recensore
7
Etichetta: Northern Silence Productions

Anno: 2019

Tracklist: 01. Att sväva över vidderna 02. Grå de bittert sådda skogar 03. Sänk mig i tystnad

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