Napalm Death – Recensione: Coded Smears And More Uncommon Slurs

I britannici Napalm Death rappresentano un vero e proprio archetipo di genere, una di quelle band la cui oggettiva importanza trascende ogni possibile critica. Sono rumorosi e caotici,  incanalati in uno schema compositivo sempre simile da anni? Sarà anche, ma se non vi piacciono resta un vostro problema, loro intanto hanno fatto la storia della musica e gli oltre quarant’anni di attività sono un traguardo che ha quasi dell’incredibile se pensiamo a quei momenti un cui un genere chiamato grindcore faceva la propria apparazione sulle scene musicali, creando non poche polemiche tra appassionati e critici musicali.

Che sia un momento di celebrazioni lo dimostra non solo il tour di successo che il gruppo ha fatto seguire ad un album molto ben riuscito come “Apex Predator – Easy Meat”, ma anche l’uscita di questa compilation davvero molto interessante. Se infatti il periodo di riferimento è quello tra il 2004 e il 2017, ovvero da quando la band ha firmato il contratto con la Century Media, la modalità con cui è stata assemblata la scaletta non è quella di un classico “Best of”. Le 31 tracce raccolte sono di fatto tutte bonus e i retri dei singoli sparse nelle uscite di questi anni, con il risultato che per molti acquirenti si tratterà di brani, se non del tutto inediti e inascoltati, almeno non presenti sui supporti fisici in scaffale (fatto salvo per i collezionisti che hanno acquistato tutto il possibile al momento dell’uscita).

Nonostante la formula potrebbe far pensare a canzoni di seconda scelta, non si tratta però di una release che possiamo definire di “scarti”. Nulla infatti vieterebbe a brani super eccellenti come, ad esempio, “Caste As Waste”, “Phonetics For The Stupefied” o “What Is Past Is Prologue” di fare la loro superba figura su uno qualsiasi degli album della band. Ma anche i pezzi che possiamo definire meno particolari, come l’opener “Standardization”, “Paracide”, “Youth Offender” e molte altre… sono sicuramente di buona fattura e non poche band di genere sarebbero ben felici di produrre schegge sonore di tale qualità. E se dopo tanti anni a dominare la scena sono ancora loro un motivo ci sarà.

Una bellissima uscita, imperdibile soprattutto per i fan. Non riservata però esclusivamente a completisti o a fanatici, ma godibile per chiunque ami la muscia estrema suonata con muscoli e cervello. Un plasuo a Napalm Death e Century Media per la bella idea!

La provenienza originale delle tracce nel dettaglio:
Track 1 – vinyl-only bonus track from “Utilitarian” album sessions 2011.
Tracks 2, 10, 16, 17 – bonus tracks from “Apex Predator – Easy Meat” album sessions 2014.
Track 3 – Japan-only bonus track from “Utilitarian” album sessions 2011.
Track 4 – bonus track from “The Code Is Red…Long Live The Code” album sessions 2004.
Tracks 5, 30, 31 – bonus tracks from “Smear Campaign” album sessions 2006.
Track 6 – Japan-only bonus track from “Apex Predator – Easy Meat” album sessions 2014.
Track 7 – Japan-only bonus track from “Time Waits For No Slave” album sessions 2008.
Tracks 8 and 15 – taken from Split EP with Melvins, recorded 2013.
Track 9 – Japan-only bonus track from “Apex Predator – Easy Meat” album sessions 2014.
Tracks 11 and 23 – bonus tracks from “Utilitarian” album sessions 2011.
Track 12 – taken from Split EP with Heaven Shall Burn, recorded 2014.
Track 13 – taken from Split EP with Voivod, recorded 2014.
Track 14 – bonus track from “Time Waits For No Slave” album sessions 2008.
Tracks 18 and 19 – taken from Split EP with Melt Banana, recorded 2014.
Track 20 – Japan-only bonus track from “The Code Is Red…Long Live The Code” album sessions 2004.
Track 21 – digital single as DZI Foundation benefit following the 2015 Nepal earthquake, recorded 2014.
Tracks 22 and 27 – taken from Split EP with Converge, recorded 2012.
Track 24 – bonus track from “Time Waits For No Slave” album sessions 2008.
Track 25 – taken from “Respect Your Roots Worldwide” compilation, recorded 2011.
Track 26 – B-Side from “Analysis Paralysis” EP; recorded 2011.
Track 28 – taken from special Decibel Magazine Flexi EP, recorded 2010.
Track 29 – taken from “Covering 20 Years Of Extremes” compilation, recorded 2008.

Voto recensore
S.V.
Etichetta: Century Media Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. Standardization 02. Oh So Pseudo 03. It Failed To Explode 04. Losers 05. Call That An Option? 06. Caste As Waste 07. We Hunt In Packs 08. Oxygen Of Duplicity 09. Paracide 10. Critical Gluttonous Mass 11. Aim Without An Aim 12. An Extract (Strip It Clean) (feat. Heaven Shall Burn) 13. Phonetics For The Stupefied 14. Suppressed Hunger 15. To Go Off And Things 16. Clouds Of Cancer / Victims Of Ignorance 17. What Is Past Is Prologue 18. Like Piss To A Sting 19. Where The Barren Is Fertile 20. Crash The Pose 21. Earthwire 22. Will By Mouth 23. Everything In Mono 24. Omnipresent Knife In Your Back 25. Lifeline 26. Youth Offender 27. No Impediment To Triumph (Bhopal) 28. Legacy Was Yesterday 29. Outconditioned 30. Atheist Runt 31. Weltschmerz (Extended Apocalyptic Version)

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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