Nanowar Of Steel – Recensione: Stairway To Valhalla

Prendete una combriccola di amici innamorati dei Manowar (o heavy metal in generale, con il suo immaginario) ed umorismo non-sense. Frullate con vestiario improbabile ed una lingua inglese zoppicante e fiera. Siori e siore, i Nanowar. Da diverso tempo Of Steel. I nostri, con questo nuovo album, dimostrano che non hanno la minima voglia di crescere. Per fortuna.

E allora via, verso il Valhalla. Seguendo le varie declinazioni latine. Visto che a qualcosa vi sono servite, brutte capre senzadio?

I nostri sfondano (termine tecnico perfetto) le porte del genio con “Barbie MILF Princess Of The Twilight” e lo fanno con quel satanasso di Fabio Lione. Una canzone per ricordare i tempi d’oro della band romana, di quando carbonari facevano viaggiare “nell’internet” cover ridicole di questo e quel big.

Momenti epici, quando facevano sghignazzare seriosamente i metallari canticchiando “Emerald Fork” prendendo per il naso Fabio, Luca, Alex e tutti i Rhapsody prima di diventare “Of” o “‘S”. Poi da quelle note scombussolate una storia in crescendo fino ad avere tra gli ospiti del nuovo disco Fabio Lione in persona. E capelli ricci. Nel ruolo di Barbie (! Nda.). E con il grosso sospetto che alle chitarre della canzone ci sia anche il buon Luca Turilli sotto mentite spoglie. Almeno questa una delle teorie cospirazioniste diffuse “nell’internet” dai fan dei N.o.S. .

Una canzone delirante, che esplode di citazioni dalla storia dei Rhapsody (e ancora…“Of” o “‘S” importa poco) e che vede un Fabio Lione perfettamente a suo agio nel cantare “Cortina! D’Ampezzo! Jerry Calà in controtempo!” (Scanditela per bene e capirete a quale canzone fanno riferimenti i nostri nani preferiti Nda.). Quando il genio diventa qualcosa di diverso ed enorme.

La tensione non ne vuole sapere di diminuire perché subito dopo i nostri svestono (che brutta immagine Nda.) i panni dei cacciatori di draghi ed entrano in quelli scomodi degli Abitatori del Profondo per la spassosa “The Call Of Chtulhu”. Niente grandi antichi a sorgere dagli abissi, ma statuette puzzolenti in grado “deviare” la mente dell’umano medio ed il povero Chtulhu che cercava di piazzarle attraverso il suo call center (quindi, letteralmente LA CHIAMATA DI CHTULHU) fino al dominio del mondo delle vendite per via telefonica.

Da t.s.o. il rituale per invocare il Grande Antico in coda alla canzone. Samba!

Piacevole e dedicata agli amici dei 4 zampe le terremotante “Heavy Metal Kibbles”, vero e proprio muro di suono che si schianta a tutta forza contro le nostre malcapitate orecchie. Gradevole ma troppo monocorde. Contro tutti gli “stereotipi” “L’Opelatole Ecologico”, che affronta la battaglia quotidiana di un lavoratore ecologico nipponico. Una vera e propria disciplina marziale, anche in questo caso “controllata” dall’alto attraverso la manu militari dello shogun nel controllare l’azienda dei rifiuti.

“Imagine And Swords” introduce ad un problema ben più complesso: l’eterno duello tra i fan Manowar e Dream Theater e quanto i primi abbiano influenzato i secondi. Il piccolo interludio è solo uno specchietto per le allodole e si passa alla thrashy “In The Sky”.

Il disco prosegue la sua opera di “demolizione” nei confronti dell’ego di un certo tipo di metallaro, e canzoni come “…And Then I Noticed That She was a Gargoyle” sono lì per dimostrarlo. Una power ballad d’altri tempi che miscela “Moonlight Shadow” (Mike Oldfield, 1983? Anyone? Nda.) e l’amore per una gargoyle chiamata Sharon Stone. Quando le diottrie assenti uccidono più delle friendzone.

“Tooth Fairy” sembra quasi una canzone vecchio stile degli Stratovarius, c’è “Vegan Velociraptor” (deboluccia in verità) prima di arrivare al mid tempo di “Ironmonger (The Copier of the Seven Keys)” dove vengono lodate le bellezze della ferramenta e del fai-da-te. Non pensate male, mi raccomando.

Il disco si avvia verso la fine e dopo aver sbeffeggiato bonariamente i Manowar (“The Crown And The Onion Ring”), i nostri affrontano la grande prova di coraggio con l’epica “The Quest For Carrefour”. Power metal che cita direttamente i Blind Guardian (I cori! I riff! Le armonizzazioni! Sembra di ascoltare “The Quest For Tanelorn” Nda.) per sconfiggere gli stereotipi francesi. A colpi di guardiano cieco.

A chiudere tutto “Hail to Liechtenstein”, dove i nostri duellano con il produttore, cantante e polistrumentista Alessandro Del Vecchio (che ha curato la produzione dell’album) per una chiusura epica che vola davvero verso il Valhalla, ma con la lentezza di un montascale a pile. Scariche.

Non troppo tempo fa descrissi il metallaro medio tricolore (recensione di “Re – Animated” dei Trick or Treat) come un nerd casinista. Mi permetto di correggere quella descrizione: il metallaro medio italiano è casinista e basta.

I Nanowar Of Steel incarnano questo spirito tricolore alla perfezione. Ne prendono i lati positivi (perchè ne ha di negativi? Nda.) e li trasformano in forza monolitica. Più Tvue Metal del gruppo più Tvue Metal passato presente e futuro.

Voto recensore
7
Etichetta: Autoproduzione

Anno: 2018

Tracklist: 1. Declination [Intro] 2. Barbie, MILF Princess of the Twilight – feat. Fabio Lione 3. The Call of Cthulhu 4. Heavy Metal Kibbles 5. Il Maestro Myagi Di Pino [Interlude] 6. L’Opelatole Ecologico 7. Images and Swords [Interlude] 8. In the Sky 9. …And Then I Noticed That She was a Gargoyle 10. Tooth Fairy 11. Vegan Velociraptor 12. Another Drill In The Wall [Interlude] 13. Ironmonger (The Copier of the Seven Keys) 14. Bum Voyage [Interlude] 15. Uranus 16. The Crown and the Onion Ring [Interlude] 17. The Quest for Carrefour 18. Hail to Liechtenstein – feat. Alessandro Del Vecchio
Sito Web: https://www.facebook.com/nanowarofsteel/

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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  1. Salari Massimo

    Grandi! Ottima recensione Saverio. Complimenti.

    Reply

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