Naglfar – Recensione: Cerecloth

Grandi slanci e grandi silenzi. La storia dei Naglfar la possiamo sintetizzare così, con gli svedesi ritornati con “Cerecloth” sulle scede dopo 8 anni circa di assenza. “Téras” rappresenta la storia di una vita fa, con “fossato” di 8 anni da attraversare per ritornare al passo con i tempi.

Ma quello ci troviamo ad ascoltare oggi, nel cuore di questo 2020 drammaticamente complicato, è un tuffo negli anni ’90, con un black/death figlio di quegli anni ed impossibile da cambiare nelle corde dei nostri.

E nella grande esperienza dei nostri nel plasmare la materia, forse la debolezza più grande, quella di non trovare la forza di uscire da quella zona sicura, fatta di granitiche certezze musicali ed abitudini consolidate con il passare degli anni.

Andreas Nilsson e Marcus Norman come traghettatori della nave infernale, a tessere una trama oscura e familiare. Una nave impegnata ancora nel solcare le ispirazioni figlie degli anni ’90, con quell’approccio musicale che ha fatto le fortune dei Dissection di Jon Nödtveidt.

Una radice impossibile da rinnegare, che diventa spina dorsale ed in una canzone come “Like Poison for the Soul” sembra condividere quella stessa voce. Qualche dubbio in più quando i nostri provano a rallentare la marcia, come nel mid-tempo “Cry of the Serafim” che non colpisce particolarmente, compresa la prevedibile accelerazione. Stessa sensazione per “A Sanguine Tide Unleashed”, brutalmente in-your-face ma poco altro.

Intenso, innegabile, ma anche profondamente “già sentito” nella scrittura e nell’interpretazione. Ma “Cerecloth” piace – e molto – però quando i Naglfar sparigliano le carte come in “Necronaut” (probabilmente la più interessante e sperimentale di tutto il disco)  e “Last Breath of Yggdrasil”. Intuizioni verso un futuro meno dogmatico?

Coerente e prevedibile. Forse ci si poteva aspettare qualcosa di più, ma in fin dei conti può anche andar bene così.

Etichetta: Century Media

Anno: 2020

Tracklist: 1. Cerecloth (4:05) 2. Horns (4:38) 3. Like Poison for the Soul (6:31) 4. Vortex of Negativity (5:02) 5. Cry of the Serafim (4:25) 6. The Dagger in Creation (5:07) 7. A Sanguine Tide Unleashed (3:54) 8. Necronaut (3:29) 9. Last Breath of Yggdrasil (6:30)
Sito Web: www.naglfar.net/

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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